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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Coordinamento 9 dicembre, saluto romano alla protesta. Calvani "Ci dissociamo"

Durante il corteo partito a Roma, giunti a Piramide alcuni manifestanti hanno alzato il braccio destro. Calvani: "Ci dissociamo da questo gesto eclatante; una chiara operazione per sabotare la nostra protesta"

Le prime iniziative erano previste già per oggi e puntualmente è sceso in piazza. Un corteo del Coordinamento 9 dicembre è partito questa mattina da piazzale dei Partigiani a Roma dove gli attivisti del movimento si sono radunati al termine del “Cammino della Libertà” iniziato il mese scorso.

Noi non siamo contro le istituzioni, noi vogliamo tutelare le istituzioni ed ecco perché abbiamo deciso di manifestare il nostro dissenso contro questo Governo. Se qualcuno va contro le nostre istituzioni noi saremo i primi a combatterli. Non possiamo permettere a mafiosi, tangentisti e corrotti di stare là, lo Stato è nostro e noi ce lo dobbiamo riprendere”  ha dichiarato questa mattina il portavoce Danilo Calvani durante la manifestazione.

Ma quella di oggi è stata una giornata davvero movimentata per il Coordinamento 9 dicembre, condita anche da qualche critica e polemica e con qualche “incidente” di percorso.

Momenti di tensione, infatti, sono stati vissuti durante il corte quando, intorno alle ore 12:00, alcuni manifestanti sono saliti sulle impalcature della Piramide dove hanno esposto la bandiera italiana e salutato con il braccio teso, chiaro riferimento al saluto fascista. Un gesto condannato dallo stesso Calvani che ha spiegato come si trattasse di persone non aderenti al Coordinamento.

“Alcuni elementi di Socialismo Nazionale (che si stanno mascherando sotto il nome di associazione Resistenza Italiana), hanno fatto un’azione impropria facendo il saluto romano, fotografati anche da alcuni giornalisti – ha spiegato Calvani -. Loro si presentano come "associazione Resistenza Italiana", che come Coordinamento 9 dicembre non riconosciamo, perché appartengono di fatto a Socialismo Nazionale che è un’organizzazione di estrema destra. Il Coordinamento “9 dicembre” non rappresenta nessun partito politico. Diffidiamo chiunque dall'accostare questi soggetti al nome del Coordinamento 9 dicembre in quanto a noi sembra una chiarissima operazione di sabotaggio della nostra protesta.

“Per quanto concerne invece l'intervento delle forze dell'ordine volto a far sgomberare le nostre tende, chiariamo che, pur comprendendone la logica, riteniamo sia doveroso lasciarci dove siamo. Gran parte dei nostri presidianti è gente che non ha nulla, nemmeno quei 6 euro al giorno permettersi un posto in un Camping. Noi non differiamo quasi in nulla dai senzatetto e pensiamo che, privarci del nostro "alloggio di fortuna", equivalga a darci in pasto al freddo. Senza la tenda infatti siamo costretti a dormire per terra”.

Ma non sono mancate le critiche allo stesso Danilo Calvani; “Dovevamo essere 3.000 e invece saremo stati 200... Davanti a questo ennesimo flop noi ci stacchiamo da tutto e tutti. Calvani è un leader che in questi mesi non ha fatto nulla. Si presentino altri nomi” hanno dichiarato alcuni manifestanti. “Le 3.000 persone sono vere, c'erano in questi giorni e ci saranno nei prossimi” ha commentato invece il portavoce pontino.

AGGIORNAMENTI - Sono dentro la chiesa di Santa Maria Maggiore. Sono gli attivisti del Coordinamento 9 dicembre. "Siamo “ospiti” nella chiesa di Santa Maria Maggiore vicino alla stazione Termini di Roma, il sindaco Marino si è rifiutato di dare assistenza a dei cittadini italiani che chiedevano solo di mettere delle tende e quindi in questo momento abbiamo deciso di entrare nella “nostra casa” visto che siamo credenti, chiedendo la benedizione di Papa Francesco - spiegano in una nota -. Siamo tutti bagnati fradici, non abbiamo potuto dormire, nonostante ciò siamo qui, siamo stati trattati malissimo, ora siamo qui nella “nostra casa” e continueremo la nostra lotta civile nel pieno rispetto delle leggi e della costituzione e soprattutto della 'casa che ci ospita'”.

TUTTO SULL'OCCUPAZIONE DELLA CHIESA DI SANTA MARIA MAGGIORE

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