Lunedì, 18 Ottobre 2021
Cronaca

Coordinamento 9 dicembre: “Tutti i retroscena della protesta a Roma”

Giunti a Roma al termine del Cammino della Libertà, i manifestanti guidati da Calvani dopo il presidio a Piazzale dei Partigiani hanno "occupato" la Basilica di Santa Maria Maggiore; ora annunciano nuove proteste

Lo scorso 10 febbraio hanno occupato la Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma nell’ambito di una protesta che hanno dichiarato “andrà avanti ad oltranza”.

Sono i manifestanti del Coordinamento 9 dicembre guidato dal portavoce pontino Danilo Calvani che, dopo essersi radunati a Roma il 9 febbraio al termine del “Cammino della Libertà”, hanno dato il via alla loro mobilitazione per chiedere al Parlamento e al Governo di dimettersi.

Ora, il movimento vuole fare chiarezza e spiegare cosa è successo durante questa settimana, fecendo riferimento al presidio allestito davanti la Basilica di Santa Maria Maggiore, ed illustrare i progetti futuri, primo fra tutti una lettera al sindaco Marino per chiedere le autorizzazioni per i prossimi 120 giorni di protesta.

DI SEGUITO LA NOTA INTEGRALE DEL COORDINAMENTO 9 DICEMBRE

"Dopo la nostra protesta a Roma, anche il Governo ha capito che il Popolo ha fame. Ringraziamo Papa Francesco per averci ospitato e per averci dato l'opportunità di rivolgerci alla Santa Sede che ci ha ascoltati, curati e accolti a differenza del Sindaco Marino". Queste le affermazioni dei coordinatori che nei giorni scorsi hanno attuato dei presidi nella capitale: prima a Piazzale Partigiani, poi davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore.
"Siamo arrivati al punto che non sono più le nostre istituzioni a darci una mano, bensì le istituzioni estere. Il 10 febbraio il Coordinamento 9 dicembre, guidato dal portavoce Danilo Calvani, ha occupato la Basilica di Santa Maria Maggiore. In Italia un atto del genere sarebbe stato punito con la repressione e sarebbe sicuramente scattata la macchina del fango persino sul popolo che pretende i propri diritti con ogni mezzo pacifico che ha a disposizione. Infatti così è stato: ci hanno mandato la polizia, con cui noi abbiamo sempre collaborato. Questa polizia ha tentato di entrare in Basilica, ma è stata prontamente fermata dalla gendarmeria vaticana che chi ha protetti! Anche il giorno seguente, l'11 febbraio, la polizia italiana ha ricevuto l'ordine da parte del Ministero della difesa di stazionare fuori alla Basilica. Ma l'11 febbraio era l'anniversario dei patti lateranensi. In un paese normale una situazione simile, di rilevanza internazionale, sarebbe finita in prima pagina e invece abbiamo assistito al silenzio stampa! Solo il Vaticano ci ha accolti, adesso scriviamo al Sindaco per ottenere un permesso valido per 120 giorni.
Cosa dobbiamo pensare delle nostre istituzioni che, oggi più di prima, sembrano assolutamente confuse? Eppure la Consulta ha parlato chiaro a metà gennaio: ha scritto che il Porcellum è incostituzionale per molti aspetti. Li ha elencati, ha detto che il premio di maggioranza non rispetta i principi costituzionali e compromette la democrazia. Quindi? Cosa si fa? Si elabora una nuova legge elettorale ancor più incostituzionale? Noi lo avevamo immaginato ovviamente, che sarebbe finita in questo modo ed è per questo che venga rispettata la sentenza della Consulta.
Ha fatto bene Letta a dimettersi, ma non vogliamo che nessuno prenda il suo posto sulla base di elezioni antidemocratiche. Vogliamo tornare alle urne ma con il proporzionale puro, così come ha detto la Consulta. Nessuno è al di sopra della legge! E nessuno deve mettere a rischio la democrazia. Soprattutto chi governa deve rispettare i diritti dei cittadini. Il Popolo ha fame e chiede, almeno, di poter esprimere il proprio voto con una legge che garantisca davvero elezioni degne di un paese democratico e civile".

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