Coronavirus, Latina si sveglia in un silenzio irreale: il nuovo decreto chiude tutti i negozi

Nella tarda serata l'annuncio di Conte: misure più restrittive e drastiche per tentare di bloccare la diffusione del virus

Quello che colpisce di più è il silenzio irreale, quello che cala su ogni angolo della città quando non ci sono più persone radunate ai tavolini del bar davanti a un caffè, quando non c'è più il vociare delle signore che passeggiano insieme guardando le vetrine e non c'è più nessuno che si incontra e si saluta per strada. Non c'è il rumore delle saracinesche che aprono la mattina e quasi non si sentono più neanche le auto. Latina si risveglia così, deserta sotto un sole caldo di primavera.

Quello che una settimana fa sembrava impensabile ora è accaduto. Questa mattina anche gli ultimi negozi rimasti aperti in questi giorni non hanno aperto i battenti. L'annuncio è arrivato ancora una volta nella tarda serata da parte del premier Giuseppe Conte: c'è un nuovo decreto e provvedimenti ancora più restrittivi in tutto il Paese; sono le nuove misure disposte dal Governo in materia di contenimento e gestione dell'emergenza Coronavirus. Gli unici a restare aperti sono supermercati, attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, farmacie, edicole e poche altre. Ma in molti a Latina avevano già compreso la gravità della situazione e deciso di abbassare le saracinesche dopo il penultimo decreto del Governo che aveva esteso a tutta Itala le limitazioni di una "zona protetta". Girando per la città e le strade del centro, già da due giorni, decine di negozi di abbigliamento, articoli per la casa, gioiellerie, ristoranti, tavole calde e bar erano rimasti chiusi, scegliendo di affidare a un cartello affisso sulla serranda chiusa un messaggio di spiegazione per i clienti, ma nessuna indicazione su una possibile riapertura: "Fino a data da destinarsi". Ora le misure sono valide per tutti e l'intera città appare come addormentata. Eppure, "Tutto andrà bene" recita l'unico manifesto di speranza lasciato sulla vetrina spenta di un negozio.

Nuovo decreto: quali negozi sono chiusi e quali aperti 

Gli uffici cambiano sistema di ricevimento per il pubblico, qualcuno chiude, tutto ciò che non è urgente viene rimandato. Servizi postali e banche restano aperti ma si entra rigorosamente, già da tempo, pochi alla volta attendendo con pazienza in fila e a distanza all'esterno delle strutture. Cambieranno le abitudini di tutti, la vita rallenta, si ferma per un po', nella speranza che il conto dei positivi inizi prima o poi a diminuire fino a fermarsi del tutto. 

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