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I braccianti continuano a viaggiare ammassati nei furgoni: prime denunce e indagini della polizia

Per i datori di lavoro nelle campagne sembra che l'emergenza non esista. Decine di lavoratori stranieri senza mascherine e costretti a viaggiare a decine in più di 10 in un solo mezzo

Venti operatori della polizia di Stato, coordianati dal commissariato di Terracina, sono stati impegnati in un vasto servizio di controllo legato alle misure per il contenimento del Covid-19. 

La squadra anticrimine, le pattuglie della Volante e la polizia scientifica hanno concentrato il servizio di controllo su alcune segnalazione arrivate da cittadini di Terracina che indicavano la presenza di numerosi braccianti agricoli stranieri che ogni mattina viaggiano stipati all'interno di furgoni per raggiungere le campagne, in totale mancanza delle adeguate distanze di sicurezza e di dispositivi di protezione individuale.

Alcuni braccianti sono fermati e controllati. In 27 sono stati denunciati ai sensi dell'articolo 650 del Codice Penale, 25 stranieri di origine bengalese e due italiani. Tutti viaggiavano all'interno di tre furgoni senza nessuna misura di protezione. Nessuno si è preoccupato di fornire loro macherine e sopratutto condizioni di lavoro e di trasporto più umane, neppure in un'emergenza come questa. Le indagini proseguono anche sul fronte del caporalato, con l'obiettivo probabilmente di risalire ai responsabili: i datori di lavoro o chiunque abbia messo loro a disposizione i furgoni per raggiungere i posti di lavoro.

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