Venerdì, 19 Luglio 2024
L'inchiesta

Corruzione in Tribunale, la giudice Castriota e Ferraro ottengono gli arresti domiciliari

Il Tribunale del riesame di Perugia ha accolto la richiesta del collegio difensivo per l’attenuazione delle misure cautelari

La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giorgia Castriota e il commercialista Silvano Ferraro, arrestati il 20 aprile scorso nell’ambito di un’indagine della Procura di Perugia che ipotizza nei loro confronti i reati di corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, corruzione in atti giudiziari e induzione indebita a dare o promettere utilità, hanno ottenuto gli arresti domiciliari.

Lo ha deciso il Tribunale del Riesame del capoluogo umbro davanti al quale ieri mattina era sto discusso il ricorso con il quale i difensori dei due - gli avvocati Gianluca Tognozzi, Leone Zeppieri, Giuseppe Valentino e Paolo Zeppieri - avevano chiesto l'annullamento della misura cautelare o in alternativa una meno afflittiva per i loro assistiti.

Il Riesame ha quindi sciolto la riserva e accolto l’istanza di attenuazione ritenendo attenuate le esigenze cautelari anche se la decisione sembra non avere intaccato il quadro accusatorio.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti di Perugia, Castriota avrebbe ricevuto "sistematicamente" utilità quali denaro, poi gioielli, orologi, viaggi e un abbonamento in tribuna d'onore allo stadio Olimpico dopo avere conferito irregolarmente incarichi di collaborazione nell'ambito di procedure di amministrazione giudiziaria di beni sequestrati.

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