Giovedì, 18 Luglio 2024
L'inchiesta

Corruzione in Tribunale, Castriota e Ferraro chiedono i domiciliari. Il Riesame si riserva

Discussa in udienza la richiesta di arresti domiciliari per il giudice di Latina e il commercialista amico

E’ stato discusso davanti al Tribunale del Riesame di Perugia il ricorso presentato dai legali della gip del Tribunale di Latina Giorgia Castriota e del commercialista Silvano Ferraro, arrestati il 20 aprile con le accuse di corruzione, corruzione in atti giudiziari e induzione indebita a dare o promettere utilità.

Gli avvocati Giuseppe Valentino e Paolo Zeppieri per la Castriota e Gianluca Tognozzi e Leone Zeppieri per Ferraro hanno discusso a lungo e approfonditamente chiedendo l’attenuazione della misura cautelare e la concessione degli arresti domiciliari. Entrambi infatti sono tuttora detenuti presso il carcere romano di Rebibbia dopo che anche la gip del Tribunale di Perugia Natalia Giubilei aveva respinto, al termine dell’interrogatorio di garanzia, la medesima istanza.

A conclusione dell’udienza i giudici della Libertà si sono riservati di decidere: lo faranno nei prossimi giorni e comunque entro venerdì, giorno in cui scadono i termini. E’ invece ancora ai domiciliari Stefania Vitto, anche lei destinataria di misura cautelare.

Castriota e Ferraro, legati da un rapporto sentimentale, erano stati arrestati al termine di un’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Procura della Repubblica di Perugia nata dalla denuncia dell'imprenditore Fabrizio Coscione le cui società sono state destinatarie di una serie di provvedimenti di sequestro nell’ambito di un procedimento per reati tributari. Nelle more dell’inchiesta la gip in servizio presso il Tribunale di Latina aveva provveduto ad affidare incarichi nelle more dell’amministrazione giudiziaria a Ferraro e ad altri professionisti amici che in cambio le versavano una parte del loro compenso.

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