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Cronaca

Criminalità, allarme in provincia: “Latina deve diventare caso nazionale”

Il consigliere regionale del Pd Forte, insieme all’assessore alla Sicurezza Ciminiello e al presidente dell’Osservatorio sulla criminalità, ha incontrato il prefetto D’Acunto dopo l’escalation criminale delle ultime settimane

Discutere di legalità e sicurezza: questo al centro dell’incontro tra i rappresentanti regionali e il prefetto di Latina di questa mattina.

Dopo l’escalation criminale delle ultime settimane, e i più recenti episodi di intimidazione, che hanno creato non poca preoccupazione non solo nel capoluogo pontino ma anche nel resto della provincia, il consigliere regionale del Pd, Enrico Forte, insieme ha accompagnato l’assessore regionale alla sicurezza Concettina Ciminiello e il presidente dell’Osservatorio regionale sulla criminalità Giampiero Cioffredi  ad un incontro con il prefetto Antonio D’Acunto, a cui ne ha fatto seguito un secondo con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Anselmo Briganti, Eva Blasik e Luigi Garullo.

“Il prefetto – si legge in una nota della Prefettura – ha assicurato la massima attenzione da parte delle Forze di polizia verso tutti gli episodi criminosi verificati negli ultimi tempi”. Dal canto suo, invece, l’assessore Ciminiello “ha illustrato i nuovi bandi regionali rivolti agli enti locali per i sistemi di videosorveglianza e per il potenziamento dei mezzi a disposizione dei vigili urbani”.

Il prefetto D'Acunto ha anche manifestato disponibilità a convocare presso la Prefettura una riunione con tutte le amministrazioni locali e le Forze di polizia, per un confronto sull’utilizzo delle risorse regionali e l’integrazione dei sistemi di videosorveglianza, mentre sul tema dell’impiego in agricoltura di manodopera straniera, in particolare di indiani sikh - tematica che ha visto la costituzione presso la Prefettura di un gruppo di lavoro-task force - un incontro congiunto è previsto con l’Osservatorio regionale.

I COMMENTI - “In provincia di Latina non ci sono infiltrazioni criminali, qui la malavita è ormai insediata - ha commentato il consigliere Forte -. Credo sia necessario aprire una vertenza legalità per il territorio della provincia di Latina attivando un tavolo a livello regionale che lavori in stretta sinergia con quello già esistenza sullo sviluppo economico perché in assenza di legalità l’economia non può crescere”.

Le organizzazioni criminali – sottolinea Forte – sono stabilmente insediate nella nostra provincia e questo fenomeno non è più circoscritto ad alcune aree, ormai esiste da Aprilia fino a Castelforte ed ha profondamente intaccato il tessuto economico e sociale. Non possiamo inoltre ignorare una delle principali attività dei clan, quella del riciclaggio di denaro, come confermano del resto di dati sul numero di istituti di credito presenti sul territorio e quelli sulle sofferenza bancarie.

Assistiamo sempre più spesso – prosegue – a improvvise ed inspiegabili fortune di attività imprenditoriali e commerciali così come a fallimento dai contorni poco chiari: credo che da questo punto di vista la situazione ci sia sfuggita di mano e che soltanto attraverso una seria attività di investigazione sui flussi di denaro sia possibile iniziare a fare chiarezza. Ci sono tutti i presupposti per aprire un “caso Latina” a livello nazionale e chiedere una azione di controlli a tappeto da parte della Guardia di Finanza sui flussi di denaro che si muovono in provincia”.

Non sottovalutiamo neppure quanto sta accadendo nel settore dell’agricoltura con lo sfruttamento di centinaia di lavoratori stranieri – ha dichiarato poi l’esponente pontino alla Pisana – che, in un contesto di estrema fragilità del tessuto sociale, diventano possibile manovalanza proprio per quella organizzazioni criminali che ci proponiamo di combattere. Oggi non riusciamo ancora ad avere una chiave di letture realistica della situazione e non possiamo permetterci ulteriori distrazioni: siamo su un crinale davvero pericoloso, direi quasi al punto di non ritorno.
Dobbiamo muoverci adesso – conclude Forte- e in sinergia con tutte le istituzioni e le associazioni di categoria per recuperare la legalità e con essa le condizioni per un possibile sviluppo economico”.

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