Cronaca

Crisi idrica a Formia, è di nuovo scontro tra Comune e Acqualatina

Di nuovo a livelli critici la sorgente Mazzoccolo. Il sindaco ha segnalato una serie di urgenze ma molti lavori procedono a rilento e gli interventi programmati finora non sono comunque sufficienti

Si riduce di nuovo la disponibilità del flusso idrico per tutta Formia centro e le zone limitrofe. E’ di nuovo scontro tra Comune di Formia e Aacqualatina, dopo la notizia dell’ulteriore diminuzione del flusso idrico in città  a causa delle crisi idrica, che ha riportato la sorgente Mazzoccolo ai livelli di agosto.

“Ad aggravare il deficit – hanno sottolineato il sindaco Sandro Bartolomeo e l’assessore alla Sostenibilità urbana Marciano - anche la sospensione del servizio delle navi cisterna, perché i fondi stanziati per questo servizio a livello nazionale sono terminati. Le soluzioni sono quelle di cui parliamo ormai da mesi: rifacimento della rete idrica, manutenzione straordinaria e ordinaria efficiente e recupero di nuove risorse. Eppure questi interventi continuano a non essere realizzati con la tempistica che l’emergenza richiederebbe”.

“Il Comune – spiega ancora il sindaco - in questa fase così critica ha il dovere di mantenere un atteggiamento di correttezza istituzionale e di collaborazione, ma non possiamo esimerci dal chiedere a tutti gli enti coinvolti, pubblici e privati, una maggiore solerzia nel contribuire alla realizzazione, in particolare del campo pozzi all’Acervara. Dopo ottanta giorni dall’inaugurazione del primo pozzo ancora aspettiamo lo scavo del secondo che tarda a partire a causa di una procedura amministrativa farraginosa che non è adeguata al contesto emergenziale che viviamo”.

Sono però anche altre le comunicazioni  rese da Acqualatina all’amministrazione di Formia. “Solo una settimana fa – hanno evidenziato il primo cittadino e l’assessore alla Sostenibilità urbana – il Gestore ci ha informato sul suo programma di intervenire sul 10% della rete idrica della città che in due anni di lavoro ci darà 60 litri al secondo. Abbiamo immediatamente segnalato quali sono le urgenze più drastiche su cui intervenire, ma non abbiamo ancora ricevuto un termine di inizio dei lavori. Inoltre gli interventi programmati finora non sono sufficienti. Serve, alla cifra attuale pari a 2,5 milioni di euro, almeno una quota altrettanto cospicua per il 2018 e il 2019, altrimenti il rischio è che nemmeno con il campo pozzi a regime la situazione di normalizzi. Lo stesso servizio di navi cisterna, sospeso per lo svuotamento dei fondi sull’emergenza, deve essere prorogato, data la condizione in cui ci troviamo assieme alle città del Golfo di Gaeta, ma utilizzando i fondi del piano emergenza, in particolare quelli destinati ai dissalatori che non abbiamo fatto installare e certo i soldi delle tariffe dei cittadini che vanno investiti per le nuove infrastrutture. Anche su questo punto si faccia subito chiarezza perché non vorremmo che – hanno concluso i due amministratori di Formia - ci si adagiasse su questo strumento emergenziale e straordinario per realizzare con eccessiva calma quanto necessario per riportare il flusso alla sua regolarità”.

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