Cronaca Terracina

In aula si ricostruisce la tragedia di Ventotene, vicina la sentenza

Volge al termine il processo per la morte delle due studentesse romane in gita sull'isola nell'aprile del 2010. I periti: "Quella frana era avvenuta a poca distanza dalla precedente del 2004"

Si è concluso con l’udienza di ieri il dibattimento del processo per la morte di Sara Panuccio e Francesca Colonello, le due studentesse romane, morte per il crollo di una parete di tufo il 20 aprile del 2010, mentre erano in gita con la scuola sull’isola di Ventotene.

Lunga l’udienza che si è svolta ieri davanti al giudice monocratico Carla Menichetti del tribunale di Terracina, nel corso della quale hanno preso la parola periti e geologi chiamati ad analizzare le condizioni dell’area di Cala Rossano.

In particolare è stato sottolineato come, una frana del 2004 e quella che ha ucciso le due ragazze nel 2010 fossero avvenute a pochi metri di distanza l’una dall’altra, circa dieci. Sarebbe stato opportuno quindi studiare le cause della prima, attenzionare la zona e comprenderla nell’area di massimo rischio idrogeologico, per interdirla quindi al pubblico.

Davanti al giudice anche un funzionario dell’area difesa suolo della Regione che ha confermato come l’ente, fin dal 2004, fosse a conoscenza del pericolo. Nell’udienza di ieri la parola è passata anche al sindaco Assenso che ha voluto ricostruire tutti i passaggi successivi alla tragedia, quando giunse sul luogo della tragedia e, in qualità di medico, prestò soccorso alle giovani.

Imputati in questo procedimento il responsabile dell’ufficio tecnico del comune Pasquale Romano, l’attuale sindaco di Ventotene Giuseppe Assenso, il suo predecessore Vito Biondo e il responsabile del Genio Civile di Latina Luciano Pizzuti.

Si tornerà in aula per la requisitoria del pm Nunzia D’Elia il 31 gennaio, poi la sentenza.

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