Traffico di droga dall’Olanda, i fratelli Crupi assolti dalla Corte d’Appello

La sentenza ha ribaltato il verdetto di primo grado con il quale Rocco e Vincenzo erano stati riconosciuti colpevoli di associazione e delinquere

Ha avuto un esito inatteso il processo a carico di Vincenzo e Rocco Crupi, arrestati nel 2015 con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, reato per il quale nel marzo dello scorso anno erano stati condannati in primo grado dal Tribunale di Latina rispettivamente a 20 e 21 anni di reclusione.

Ieri invece la Corte d'Appello di Roma ha ribaltato la sentenza facendo cadere l’imputazione più grave, quella dell’associane a delinquere. Secondo l’accusa la famiglia Crupi, di origine calabrese e titolare di un’attività commerciale con sede anche a Latina avrebbe utilizzato tale impresa florovivaistica per trasportare la droga tra l’Olanda e l’Italia. Insieme ai fratelli Crupi sono stati assolti dall’accusa di associazione a delinquere Pietro Cinotti, Emanuele Cilia, Qushku e Antonio Morganella: gli ultimi due sono stati però riconosciuti colpevoli di spaccio e condannati a sette anni e cinque mesi. 

Il procuratore generale Andrea De Gasperis aveva chiesto la conferma delle sentenze di primo grado ma la Corte ha assolto i fratelli Crupi disponendo anche la loro immediata scarcerazione.

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