Decreto sicurezza, il sindaco di Cori De Lillis: "Una vergogna per l'Italia"

Il commento del primo cittadino Mauro De Lillis a margine dell'iniziativa organizzata in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione dei diritti dell'uomo

Si chiama "Non calpestare" il cortometraggio diretto da Angelo Bianchi, con i testi del collettivo letterario Cardiopoetica, presentato al Teatro comunale Luigi Pistilli di Cori. Un contributo al 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. Un'occasione, per il sindaco Mauro De Lillis, di manifestare la sua contrarietà al Decreto sicurezza, già espressa anche dal primo cittadino di Latina Damiano Coletta. 

"Questo anniversario oggi più che mai – commenta il sindaco di Cori De Lillis - manifesta la sua importanza nel nostro Paese. Il cosiddetto decreto sicurezza da poco divenuto legge calpesta, infatti, sia i principi costituzionali sia i valori presenti nella Dichiarazione Universale. Mette in discussione anni di politiche tese all’accoglienza diffusa e all’integrazione, che sicuramente presentavano aspetti critici ma nel complesso realizzavano una forma di governo dell’immigrazione che stava dando buoni risultati. Ora noi sindaci non abbiamo più la possibilità di garantire assistenza sociale e sanitaria ai richiedenti asilo".

"Non possiamo più garantire i diritti basilari assicurati agli altri cittadini - prosegue - Una vergogna per l’Italia. Occorre un sussulto di responsabilità, di sensibilità e un forte atto di denuncia verso questo provvedimento. Credo che l’iniziativa di ieri possa aiutarci in tal senso, sollecitando una riflessione profonda e una seria presa di coscienza da parte di tutti”.

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Intanto, Mauro de Lillis di concerto con i colleghi sindaci e con l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) sta valutando i passi da compiere per accertare davanti a un giudice la costituzionalità della norma.

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