Cronaca Piccarello / Strada Bassianese

Bassianese, degrado e pericolo amianto: nuovo attacco del Comitato

Il Comitato "Tullio Cozzi", nato spontaneamente tra dei residenti della zona, se la prende con il Comune: "Il vicesindaco ed assessore all'Ambiente Cirilli non mantiene gli impegni assunti"

Era stato ricevuto dal vicesindaco ed assessore all’Ambiente del comune di Latina l’ottobre scorso ma da allora nulla è cambiato.

A sollevare di nuovo il problema del degrado nella zona della Bassianese e del pericolo amianto è ancora una volta il Comitato “Tullio Cozzi, Pioniere della Bonifica del 1932”: “a distanza di oltre 2 mesi dall’incontro avuto il 4 ottobre scorso con il vicesindaco ed assessore all’Ambiente al Comune di Latina, Fabrizio Cirilli, ad oggi non abbiamo ancora avuto risposte concrete agli impegni che lo stesso si era assunto nei confronti del Comitato”.

Il Comitato “Tullio Cozzi, Pioniere della Bonifica del 1932”, è nato spontaneamente tra i cittadini residenti di via Bassianese per denunciare un disagio legato alla vicinanza all’isola ecologica della società Latina Ambiente SpA, all’esistenza di una situazione di inquinamento causato dal cattivo stato dell’eternit che copre i capannoni dell’area e dalla qualità dei reflui che provengono dagli impianti della Latina Ambiente.

Altre questioni sollevate erano rappresentate dai rumori assordanti provocati dai caterpillar dell’azienda e dai cattivi odori che provengono dall’isola ecologica.

Assistemmo inizialmente ad uno scarica barile tra la Latina Ambiente e l’amministrazione comunale - commenta il Comitato in una nota -. La prima ha prontamente sostenuto che i capannoni oggetto di denuncia non era compresi nella convenzione stipulata con il Comune, per cui il problema era dell’amministrazione. Per quanto riguarda la qualità dei reflui la società comunicò con una nota inviata alla stampa che dai controlli da loro effettuati la qualità del refluo era all’interno dei parametri. Il Comitato a proprie spese ha voluto commissionare un’analisi delle acque reflue prelevate dalla scolina nella quale la Latina Ambiente scarica i reflui degli impianti riscontrando che il valore dei grassi e degli oli contenuti nel campione prelevato era pari a 2.000 mentre il valore massimo consentito é 40, vuol dire 50 volte superiore”.

“Inoltre – continua la nota -, il livello del piombo contenuto nel campione era pari a 1,9 rispetto ad una valore massimo di 0,5, quasi 4 volte il valore consentito. L’amministrazione comunale ci volle ricevere nella persona del vicesindaco ed assessore all’Ambiente, Fabrizio Cirilli, il quale ci rassicurò che in tempi brevissimi avrebbe attivato tutti gli strumenti utili alla risoluzione delle questioni rappresentate dal Comitato”.

Il dito viene così puntato verso l’amministrazione. “Siamo giunti al 10 dicembre e nulla è cambiato – lamenta il Comitato -; anzi la situazione se lasciata com’è tende ovviamente a peggiorare. A noi residenti cittadini non interessa lo scarica barile o atteggiamenti poco responsabili e, permettetecelo, anche arroganti da parte dei nostri interlocutori. Vogliamo che il nostro problema, che è una questione che interessa l’intera comunità trattandosi di inquinamento ambientale, venga risolto nell’interesse comune”.

“In questi giorni abbiamo appreso che nell’area comunale a ridosso dei capannoni, che abbiamo denunciato come inquinanti a causa dello stato degradato della copertura di eternit, l’amministrazione comunale intende attrezzare un dormitorio pubblico. Ci domandiamo – concludono - come fa l’amministrazione comunale a decidere di collocare un dormitorio pubblico in un luogo che è stato segnalato come potenzialmente pericoloso per la salute?”.

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