Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Fondi

Disperati i familiari del neonato morto a Fondi: “Vogliamo chiarezza”

A 48 ore dalla tragedia la ferita ancora brucia. La zia: "Presentata una regolare querela, ci sono troppi nodi da sciogliere". Cartelle cliniche e corpicino del bimbo sotto sequestro

Strazio. Dolore. Angoscia. La famiglia del bambino nato al San Giovanni di Dio di Fondi e deceduto poche ore dopo il parto non riesce a farsi una ragione di quanto accaduto. Sono passate quasi 48 ore ma nulla sembra essere cambiato, quel senso di impotenza difronte ad una tragedia così grande sembra non voler cessare.

Tanti, secondo i parenti del bimbo, i punti da chiarire, i nodi da sciogliere e le domande che necessitano di una risposta, come si capisce dal racconto della zia del piccolo.

La donna, un infermiera del Fiorini di Terracina, ha assistito la sorella al momento del parto martedì mattina. Il bambino, secondo quanto riferito dall’infermiera, era nato alle 10.30 e a detta dei medici era in buone condizioni. Sarebbero passati solo pochi minuti prima che ci si accorgesse che qualcosa non andava. Poggiato il neonato sul lettino i medici avrebbero visto che non rispondeva agli stimoli, che non era reattivo. Subito il primario del nosocomio e l’anestesista che aveva partecipato al parto, si sarebbero attivati per cercare di risalire alle cause del malessere. “I due medici non hanno perso tempo, con professionalità encomiabile e tempestività hanno sottoposto il piccolo ad un tracciato e ad una lastra e  fatto le prime diagnosi. Per i dottori si tratta di una sospetta neopatologia cardiaca congenita” racconta la zia.

Immediatamente dall’ospedale di Fondi sarebbe partito l’allarme verso le ambulanze e tutte le strutture romane con un reparto di cardiopatia e cardiochirurgia specializzato. “Non potevo credere a quanto stava succedendo - racconta la zia – il bambino non stava bene. Subito, intorno alle 12, sono state messe in allerta le ambulanze e gli ospedali di Roma; erano le 15.15 quando la macchina dell'ambulanza è arrivata, un'ora prima mio nipote era già deceduto”.

Non si placa il dolore difronte ad una vicenda che per la famiglia del piccolo è ancora incomprensibile. “Vogliamo vederci chiaro, ci sono troppi lati oscuri in questa vicenda. Secondo la legge, per casi di così grave urgenza che riguardano i neonati l’ambulanza una volta allertata deve partire immediatamente per trasferire il piccolo nel primo Dea di riferimento e non attendere che arrivi la disponibilità di un ospedale – continua la zia -. Perché allora non è partita subito? Perché arrivata dopo ore? E poi, perché non è stata attivata anche l’eliambulanza?” Sono queste le domande che ritornano dopo la tragedia.

E per vederci chiaro la famiglia del piccolo si è rivolta ad un avvocato e presentato una regolare querela. “Per ora sia le cartelle cliniche - svela l’infermiera del Fiorini -, che il corpicino del bambino sono stati posti sotto sequestro in attesa dell’autopsia che sarà effettuata anche da un medico di parte”.

L’inchiesta da parte della Procura rimane aperta e indagano i carabinieri

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