Morte di Desirée Mariottini, carcere confermato dalla Cassazione per uno degli imputati

La decisione alla luce dei risultati delle indagini tecniche sui campioni biologici

Carcere confermato per Alinno Chima detto 'Sisco', il cittadino nigeriano imputato insieme ad altri tre cittadini africani per la morte di Desiree Mariottini, la 16enne di Cisterna trovata senza vita il 19 ottobre del 2018 all'interno di uno stabile abbandonato del quartiere San Lorenzo a Roma. 

Secondo la prima sezione penale di piazza Cavour il ricorso, che era stato presentato dalla difesa di Chima contro l'ordinanza del tribunale del Riesame del 24 aprile scorso, è risultato inammissibile alla luce anche "delle risultanze delle indagini tecniche sui campioni biologici" da cui è emersa - si legge nella sentenza depositata oggi -  la prova della somministrazione degli stupefacenti alla vittima da parte dell'indagato, in specie per quanto concerne il metadone, il cui sovradosaggio è stato individuato dai consulenti come la probabile causa di morte della ragazza".  

Proprio lo scorso aprile era stata data la notizia del ritrovamento, sul corpo della ragazza, di campioni biologici di Alinno Chima, Mamadou Gara e Yusif Salia, un riscontro fondamentale che aveva confermato l'ipotesi di reato di violenza sessuale aggravata. 

Intanto prosegue il processo a carico dei quattro uomini. Nella scorsa udienza sono state ascoltate le testimonianze della madre Barbara e della nonna della ragazza.

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