Morte di Desirée, altro giro di interrogatori in carcere. Inchiesta vicina a una svolta

Lunedì sarà depositato l’esito delle tracce trovate sugli abiti della 16enne e martedì verrà effettuato il prelievo per il Dna di tutti gli indagati

Altro giro di interrogatori in carcere per la morte Desirée Mariottini, la ragazzina 16enne di Cisterna uccisa nella notte tra il 18 e il 19 ottobre scorso nel quartiere romano di San Lorenzo. Ieri mattina il pubblico ministero Maria Monteleone ha voluto ascoltare le cinque persone arrestate e se anche si sono tutte avvalse della facoltà di non rispondere davanti al magistrato l’inchiesta sembra essere ad una svolta.

L’elemento di novità è rappresentato dall’arresto, avvenuto il 15 febbraio scorso, di Antonella Fauntleroy, 21 anni, originaria della Repubblica Botswana, accusata di aver ceduto droga a Desirée in maniera continuativa fino al giorno della sua morte. Gli investigatori ritengono quindi che sarebbe stata lei dunque a introdurre la ragazzina nell’edificio di via dei Lucani dove è stata stuprata e uccisa da quattro persone.

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Ma non è tutto perché a fronte del silenzio mantenuto ieri dalle persone finite in carcere, nei prossimi giorni partiranno nuovi accertamenti tecnici che forniranno agli investigatori elementi fondamentali per fare luce su quanto accaduto e soprattutto per capire chi ha abusato di Desirée. Lunedì 18 marzo saranno infatti depositati gli esami sul Dna prelevato sugli abiti e sul corpo della ragazzina e martedì verrà effettuato un prelievo a tutti gli indagati per capire a chi appartengano le tracce riscontrate sulla vittima. Un passaggio chiave per l’inchiesta.  Per la morte della 16enne attualmente sono in carcere  Mamadou Gara, 27 anni, Yusif Salia, ghanese di 32 anni e Brian Minthe accusati di violenza sessuale di gruppo e omicidio volontario. E ancora Marco Mancini, pusher di 36 anni, che invece deve rispondere soltanto di spaccio di droga e la Fauntleroy, 21 anni, accusata di aver ceduto droga a Desirée in maniera continuativa fino al giorno della sua morte.

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