Dimensionamento scolastico, il no dell'Istituto Comprensivo Cena al piano del Comune

Il piano proposto prevede lo spostamento della scuola di piazza Dante dal Cena all’Istituto Volta. Dirigente Orefice: “Ostacoleremo questa ipotesi in tutte le sedi. In questo modo in 3 anni conosceremo una drastica riduzione del numero di alunni”

Si muove sul doppio binario della contestazione dei numeri e della metodologia seguita dall’Amministrazione la dura opposizione dell’Istituto Comprensivo Giovanni Cena alla proposta di dimensionamento scolastico del Comune avanzata nei giorni scorsi in Commissione e che a breve verrà presentata in Giunta. “Una proposta che ostacoleremo in tutte le sedi e con tutti i modi che abbiamo a disposizione” ha detto questa mattina il dirigente scolastico Luigi Orefice nel corso di una conferenza stampa convocata appunto per spiegare le motivazioni del “no” al piano avanzato da piazza del Popolo. 

Un proposta di dimensionamento scolastico che prevede da un lato lo spostamento della scuola dell’infanzia e della primaria di piazza Dante dal Cena all’istituto Comprensivo Volta, e dall’altro delle due scuole dell’infanzia di via Ezio e Pantanaccio e della primaria del Gionchetto dal secondo al primo istituto, con la creazione di due comprensivi con circa 950 alunni ciascuno permettendo così di salvare, è stato spiegato nei giorni scorsi in Commissione, il prossimo anno scolastico del Volta. 

“Così si sposta il problema dal Volta al Cena”

“Sono proprio i numeri che vanno contestati in partenza” ha detto Orefice spiegando come l’Istituto Comprensivo Cena sia un istituto “normodimensionato”, vale a dire perfettamente in linea con i parametri richiesti dalla Regione Lazio nella programmazione della rete scolastica per il 2018/2019 con un numero totale di 1187 alunni, composto da tre scuole d’infanzia - la Ventre di piazza Dante, la manzi di viale XVIII Dicembre e quella di via Pasubio - tre primarie - la Montiani di piazza Dante, la De Amicis di Col di Lana e la Daniele di via Legnano - una media - la Cena di via Lepanto -. 

“Un istituto ben dimensionato per quanto riguarda i numeri - ha aggiunto il dirigente scolastico - dal momento che l’infanzia permette di creare cinque corsi completi della primaria che a loro volta portano a cinque classi prime della scuola media. Questo significa che i nostri alunni partono con un progetto che va dall’infanzia fino alla terza media. Con l’ipotesi di dimensionamento scolastico del Comune si sposta l’eventuale problema dell’istituto comprensivo Volta al Cena” ha commenta il dirigente Orefice che continua: “i numeri dell’Amministrazione non tornano, per il fatto che togliendo a noi tre corsi della primaria di piazza Dante, il prossimo anno invece che cinque prime di scuola media ne formeremo solo due” dal momento che dall’elementare del Giochetto non arriva un numero sufficiente di alunni. “Guardando a lungo termine, al 1 settembre 2020 - conclude il dirigente scolastico del Cena - delle probabili 15 classi della media ci ritroveremo con soli due corsi e arriveremo fra 3 anni con un regime di circa 700 alunni. In questo modo l’Amministrazione comunale non tiene in considerazione delle linee guida e della programmazione che va fatta sui tre e cinque anni”.  

“Senza dimenticare - prosegue Orefice -  che dallo scorso anno tutta la nostra programmazione è fatta su una prospettiva di tre anni e che ora non possono essere interrotti progetti di integrazione tra scuole di vari ordini (verticale) e tra scuole dello stesso ordine (orizzontale)”. 

Contestazioni per la metodologia

Contestazioni dall’istituto Cena vengono mosse poi all’Amministrazione anche per la metodologia con cui è stato presentata la proposta del nuovo piano. Una proposta che il dirigente definisce “calata dall’alto, senza una riunione preliminare, un tavolo con i dirigenti o con le scuole interessate. Sono venuto a conoscenza di queste ipotesi di cambiamento - prosegue Orefice - solo pochi giorni prima della presentazione del piano alla riunione al Provveditorato. Sono solo riuscito a parlare con l’assessore Di Muro a cui ho espresso subito il nostro parere contrario”.  

Pd: "Proposta senza logica"

Le proposte alternative

A fronte di quella che è stata la proposta del Comune, dunque, il dirigente scolastico ha dovuto convocare un Consiglio d’Istituto d’urgenza che doveva essere consultato in precedenza. “L’Amministrazione - ha detto ancora Orefice - deve prima chiedere una delibera del Consiglio di Istituto in cui vengono fatte delle proposte. E ora l’istinto Cena ha rigettato all’unanimità il piano avanzato dal Comune proprio con una nuova delibera”. In questa l’istituto propone all’Amministrazione di prendere in considerazione anche altre strade possibili, come ad esempio “coinvolgere lo stesso istituto comprensivo Volta con il Tasso”, il primo con un eccesso di media e il secondo con un eccesso di primaria, “assegnando i plessi di infanzia e primaria di piazza Moro al Volta e i plessi di Pantanaccio, via Ezio e Giochetto al Tasso”.

Perché poi non intervenire sui comprensivi con un numero di alunni superiore ai limiti massimi previsti dalle linee guida regionali? si chiede il dirigente Orefice che ribadisce la volontà dell’istituto di contrastare la proposta del Comune che per divenire definitivo dovrà essere prima approvato dalla Provincia e poi dalla Regione il prossimo 15 dicembre.  

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