Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Borgo Montello

Discarica del Montello, nuovo atto dell’inchiesta Ever Green: altri 7 arresti

Sette le ordinanze ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione della discarica di Borgo Montello. Le accuse vanno dal falso ideologico alla frode in pubbliche forniture e alla truffa aggravata

Nuovo terremoto nel capoluogo pontino: scatta il secondo atto dell’inchiesta “Ever Green” sulla gestione della discarica di Borgo Montello.

Dall’alba di oggi gli uomini della squadra mobile di Latina hanno dato esecuzione, tra Latina e Milano, a 7 ordinanze di custodia cautelare - emesse dal gip del tribunale di Latina Giuseppe Di Cario su richiesta del sostituto procuratore Luigia Spinelli - a carico dei membri del Gruppo Green Holding del capoluogo lombardo, di cui fa parte anche la Indeco, la società che gestisce proprio una delle discariche del Montello.

Le ulteriori indagini condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Procura della Repubblica di Latina, hanno permesso di mettere in luce il meccanismo truffaldino messo in piedi dal Gruppo Green Holding con la complicità di amministratori di un’altra società tale da indurre la Regione Lazio in errore nella determinazione della tariffa d’ingresso del rifiuto in discarica.

Varie le accuse che vanno dal falso ideologico alla frode in pubbliche forniture nonchè alla truffa aggravata dall'essere stata commessa in danno di enti pubblici territoriali, vale a dire i Comuni della provincia di Latina che hanno conferito rifiuti nella discarica del Montello.

LE INDAGINI - Secondo quanto emerso dalle indagini della squadra mobile, dunque, l’”articolato meccanismo truffaldino” sarebbe stato messo in piedi, come spiega la Questura in una nota “dal Gruppo Green Holding con la complicità degli amministratori di un’altra società del predetto gruppo industriale (Alfa Alfa), riconducibile a sua volta alla famiglia Grossi per il tramite di altre società del Gruppo milanese (Adami Srl e la Raps Sas), tale da indurre la Regione Lazio in errore nella determinazione della tariffa d’ingresso del rifiuto in discarica”.

IL MECCANISMO - “In particolare - prosegue la Questura -, atteso che il gestore della discarica, nel caso di specie Indeco srl, nella presentazione della domanda di autorizzazione è tenuto ad elencare i costi per l’avvio, l’esercizio e la chiusura della discarica, al fine di consentire all’Ente preposto, in questo caso la Regione Lazio,  la determinazione di una tariffa congrua, è stato accertato nel corso delle indagini una sovrastima dei costi per noleggio dei mezzi d’opera necessari allo smaltimento dei rifiuti nella discarica di Borgo Montello. L'amplificazione fittizia dei costi ha determinato una quantificazione della tariffa maggiore rispetto a quella che sarebbe stata applicata ove fossero stati computati i costi reali, con conseguente danno per i Comuni conferenti”.

Un meccanismo, questo, emerso durante l’analisi della documentazione sequestrata lo scorso 16 ottobre durante le perquisizioni disposte dall’autorità giudiziaria durante quello che è stato definito il primo atto dell’inchiesta Ever Green.

IL SEQUESTRO - Sequestrate anche le quote sociali della Indeco “in quanto - spiegano dagli uffici di Corso della Repubblica - la disponibilità delle stesse è verosimile che possa aggravare gli effetti della condotta illecita rilevata, nonché arrecare ulteriori danni alla collettività”.

LE FIDEIUSSIONI - Infine, la polizia giudiziaria è stata delegata ad acquisire presso gli uffici della Regione Lazio delle polizze fideiussorie  dovute da Indeco a tutela degli impegni finanziari riguardanti la gestione post-mortem del bacino S4 “tenendo conto che quest'ultimo è stato autorizzato ad un innalzamento (cd "ricarica") che ha consentito di abbancare ulteriori 600 tonnellate circa (per un totale di 2.610.800 tonnellate), con conseguente importo da garantire pari a circa 36 milioni di euro”.

INCHIESTA EVER GREEN - GLI ARRESTI DI UN MESE FA

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