Don’t Touch, arriva la sentenza in Appello: condanne per oltre 33 anni

La sentenza dei giudici della Corte d’Appello di Roma conferma, con poche novità, quanto deciso dai giudici del Tribunale di Latina: 10 anni a Costantino Cha Cha Di Silvio; confermata la condanna per Tuma

Costantino Di Silvio al momento dell'arresto

E’ stata emessa nel tardo pomeriggio di ieri dalla Corte d’Appello di Roma la sentenza nell’ambito del processo Don’t Touch, scaturito dalla maxi operazione della Squadra Mobile scattata nell’ottobre del 2015 contro quella che l’accusa considera una vera e propria associazione per delinquere con a capo Costantino Di Silvio, conosciuto da tutti come “Cha Cha”. 

Una sentenza quella pronunciata nella serata di ieri, e che ha inflitto agli imputati pene complessive per oltre 33 ani di carcere, con poche novità e che conferma in sostanza quanto deciso in primo grado dai giudici del Tribunale di Latina. 

Pena ridotta per Costantino Cha Cha Di Silvio che dovrà scontare 10 anni a fronte degli 11 del primo grado; condanna a 3 anni e 4 mesi confermata invece per Gianluca Tuma; come sono state confermate anche le condanne di Ionut Necula (4 anni e mezzo) e per Fabio di Lorenzo (2 anni e sei mesi). 

Ridotte le pene nei confronti di Alejando Bortolin (un anno e 3 mes), Davide Giordani (5 anni e 4 mesi), Angelo Morelli (4 anni e sei mesi) e Riccardo Pasini (2 anni; per lui cade il vincolo associativo). Assolto solamente Alexander Prendi condannato in primo grado a 4 anni e mezzo.

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L’operazione della Squadra Mobile di Latina era scattata all’alba del 12 ottobre del 2015 portando all’arresto di 24 persone che ha fatto luce sull’”esistenza di un'associazione per delinquere radicata nel capoluogo pontino promossa e diretta da tre noti pregiudicati residenti a Latina. Nel giugno dello scorso anno la sentenza di primo grado nei confronti degli imputati che avevano scelto il rito ordinario.

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