Cronaca

Indiani dopati per lavorare nei campi: “Vergogna del territorio”

Si racchiude tutta nel commento della consigliera regionale Rosa Giancola la reazione della comunità pontina al dossier di denuncia dell'associazione "In Migrazione" dal titolo "Doparsi per lavorare come schiavi"

Una vergogna del territorio”. Con queste parole la consigliera regionale pontina Rosa Giancola ha commentato quanto emerso dal dossier denuncia dell’associazione “In Migrazione” dal titolo “Doparsi per lavorare come schiavi” presentato ieri a Latina.

All’interno la vita della comunità sikh che vive nella provincia pontina, che lavora nei campi in condizioni disumane, costretta ad assumere droga per sopportare la fatica di 15 ore di lavoro al giorno, sette giorni su sette.

E nelle parole della consigliera Giancola che si racchiude la reazione di tutta la comunità pontina che ha reagito con sdegno a quanto riportato all’interno del dossier. Alcuni politici, a livello nazionale, hanno già annunciato che presenteranno interrogazioni alla Regione Lazio e al Governo affinchè si faccia luce su quella che appare davvero una vicenda allarmante.

“Il quadro drammatico e inquietante che emerge dal dossier dell’associazione In Migrazione impone una riflessione seria su condizioni di lavoro che minano la dignità umana e su quanta strada resta ancora da fare per raggiungere l’obiettivo dell’inclusione sociale” ha commentato Rosa Giancola.
droga per sopportare la fatica di 15 ore di lavoro al giorno, sette giorni su sette.

“E’ un esercito di nuovi schiavi – prosegue la consigliera Giancola – che da solo contribuisce di fatto al 16% del Pil di questa provincia, lavorando nelle migliaia di aziende agricole e florovivaistiche del territorio. Un esercito silenzioso che sfugge ai dati ufficiali e che oggi disegna una nuova mappa dello sfruttamento senza limiti dell’immigrazione. Quindici ore quotidiane di lavoro piegati sui campi, senza volto, senza nome, senza tutele, per una paga di 3 o 4 euro al giorno. E la droga per sopportare il dolore e la fatica. E’ la vergogna del nostro territorio e di tante produzioni agricole di qualità che pure rappresentano una fetta importante della nostra economia”.

Auspico che le forze di polizia indaghino a fondo e facciano luce sulla vicenda – aggiunge la consigliera Giancola – E che le istituzioni, a tutti i livelli, diano l’impulso a più serrati controlli da parte dell’Ispettorato al lavoro. La realtà rivelata da questo dossier impone a tutti di non guardare dall’altra parte e di costruire da subito strumenti nuovi che possano da una parte favorire l’emersione del lavoro nero e dall’altra costruire condizioni di uguaglianza sostanziale, inclusione sociale, accoglienza”. 

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