Cinque chili di droga nascosta nell’armadio, impossibile dimostrare che era sua: assolto

La sentenza del processo a Vincenzo Zizzo, arrestato a febbraio dai carabinieri a Lenola

L’accusa non è riuscita a dimostrare che la droga – cinque chili tra cocaina e hascisc – apparteneva a lui e il Tribunale lo ha assolto. Sul banco degli imputati c’era Vincenzo Zizzo, 36enne di Lenola, chiamato a rispondere di spaccio di sostanze stupefacenti con l’aggravante dell’ingente quantità.

L’uomo venne arrestato il 26 febbraio scorso a conclusione di una serie di perquisizioni effettuate dai carabinieri con il supporto delle unità cinofile: vennero ispezionati prima la sua attività commerciale, poi l’abitazione e in un locale adiacente, ben occultati all’interno di un armadio, vennero rinvenuti 2,3 chili di cocaina e 2,8 chili di hascisc, il tutto già diviso in panetti per un valore complessivo di circa 100mila euro.

Insieme allo stupefacente c’era anche tutto il necessario per il taglio e il confezionamento incluso un bilancino di precisione. Ieri Zizzo, assistito dall’avvocato Giulio Mastrobattista, è comparso davanti al giudice per l’udienza preliminare Pierpaolo Bortone per essere giudicato con il rito abbreviato. La difesa è riuscita a dimostrare che non esistevano prove che la droga appartenesse all’imputato visto che era stata rinvenuta nell’officina del padre che era accessibile a diverse persone. Così anche il pm ha chiesto l’assoluzione, richiesta accolta dal giudice.

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