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Operazione Selfie, Celani e Tartaglia non rispondono al giudice

I due pontini accusati di associazione a delinquere finalizzata alla produzione e spaccio di droga interrogati in carcere

Interrogatorio su rogatoria del gip di Reggio Calabria Antonino Foti per Massimiliano Tartaglia e Alfredo Celani, due dei quattro pontini arrestati nell’ambito dell’operazione “Selfie” portata a termine con il coordinamento della Dda di Reggio Calabria e accusati di associazione a delinquere finalizzata alla coltivazione, detenzione, trasporto e cessione di enormi quantità di sostanze stupefacenti.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone ha ascoltato presso il carcere di Latina dove è detenuto Alfredo Celani, 49 anni, considerato titolare di una filiera collaudata e precisa di pusher ai quali spettava la collocazione della marijuana prodotto nella Locride non solo a Latina ma nel Lazio. L’uomo, assistito dall’avvocato Cristiano Montemagno, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Analogo atteggiamento ha assunto Massimiliano Tartaglia, 36 anni, difeso dall’avvocato Alessia Vita, che ha però voluto fare una breve dichiarazione con la quale si è proclamato estraneo ai reati che gli vengono contestati. Sarà ora il gip calabro a decidere sulla conferma della custodia cautelare.

Non sono invece ancora stati fissati gli interrogatori di Arianna Ramiccia , 27 anni, compagna di Celani, e di Adamo Fiasco, 46 anni che si trovano agli arresti domicliari.

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