Droga e corruzione in carcere, Sappe: “In prima linea per eliminare le mele marce”

L’intervento del sindacato dopo l’operazione che ha portato all’arresto di 34 persone e che vede coinvolti anche un poliziotto penitenziario in servizio nel carcere di Latina e un ispettore in quiescenza

Carcere di Latina

“E' un dovere tutelare l'istituzione penitenziaria e le donne e gli uomini del Corpo di polizia Penitenziaria alla luce degli arresti avvenuti a Latina”. Sono queste le parole di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria-Sappe dopo gli arresti di questa mattina da parte dei carabinieri. Nell’operazione, denominata "Astice", sono infatti coinvolti poliziotto penitenziario in servizio nel carcere di Latina e di un ispettore in quiescenza. 

“Nell'assoluta convinzione dei capisaldi giuridici della presunzione d'innocenza e del carattere personale della responsabilità penale, che vale per tutti - prosegue Capece in una nota -, se gli indizi saranno confermati i responsabili che hanno favorito traffici illeciti ai detenuti subiranno le giuste conseguenze sia sotto il profilo penale e disciplinare perché hanno tradito lo Stato e la fiducia di tutti i colleghi. La Polizia Penitenziaria è in prima linea per eliminare le mele marce". 

"È inutile nascondere - aggiunge Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sappe - la grande amarezza che questo grave fatto ha determinato tra i colleghi di Latina. Ma il Corpo di polizia penitenziaria è una istituzione sana. E' del tutto evidente che rendersi responsabili di comportamenti che sono non solo contrari alla nostra etica professionale ma addirittura illegali perché violano le norme penali è assolutamente ingiustificabile tanto più se a porli in essere è chi svolge la delicata professione di poliziotto penitenziario, ancorché se non più in servizio perché in pensione”.

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