Spaccio in una comunità terapeutica di Roma, il capo è un 57enne di Fondi

Operazione Charun della Guardia di Finanza, arrestate tredici persone per spaccio e riciclaggio di denaro

Aveva trasformato il cortile della comunità di recupero per tossicodipendenti, dove scontava una pena a nove anni di reclusione, nel quartier generale di un’organizzazione criminale dedita allo spaccio e al riciclaggio del denaro.

Così C.Z., 57 anni, di Fondi è stato arrestato questa mattina insieme ad altre dodici persone dai militari del Nucleo speciale Polizia valutaria della Guardia di finanza di Roma, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma nell’ambito dell’operazione denominata Charun. L’uomo, già colpito in passato da misure cautelari per traffico di stupefacenti, estorsione e reati in materia di armi, era stato arrestato nel settembre 2017 dai finanzieri al termine di una latitanza durata qualche mese, in quanto destinatario di un provvedimento definitivo di carcerazione a una pena di 9 anni.

L’analisi dei flussi finanziari e della documentazione extracontabile, le intercettazioni telefoniche e ambientali, la videosorveglianza e i pedinamenti svolti da militari delle Fiamme Gialle hanno appurato che beneficiando della detenzione terapeutica presso una comunità di recupero di Roma per detenuti tossicodipendenti, tra il febbraio 2016 e maggio 2017 l’uomo ha messo in piedi uno strutturato sodalizio composto da  dieci persone, organizzato piramidalmente, finalizzato al traffico di ingenti quantitativi di stupefacente del tipo cocaina e hashish, sia a Roma che a Frosinone, in grado di ricorrere (ove se necessario all’uso delle armi. Il cortile della struttura era diventato di fatto il quartier generale del gruppo e lì veniva gestito settimanalmente il giro d'affari grazie al supporto di alcune persone, raggiunte anche loro da ordinanza di custodia cautelare, che curavano i rapporti con un altro fornitore, gestivano i luoghi dedicati alla custodia della merce e delle armi e distribuivano lo stupefacente ai loro pusher oltre a mantenere contatti qualificati con il mondo del narcotraffico internazionale. Il gruppo nel tempo ha incrementato in maniera consistente i propri guadagni e i loro patrimoni sono divenuti sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati, tanto da reinvestire parte dei proventi accumulati in due negozi di generi alimentari (nei quartieri romani di Talenti e Conca d'Oro), in una pescheria romana (quartiere Talenti) oltre che in due locali commerciali ubicati nel porto turistico di Ostia. Nel corso delle indagini, tra il mese di ottobre 2016 e marzo 2017, sono stati arrestati, in flagranza di reato, quattro componenti della capillare rete di spaccio collegata al gruppo criminale. Nella zona di Casal Bruciato, in un'autorimessa presa in locazione, è stato inoltre individuato il covo del gruppo, ove venivano occultati quantitativi di hashish e cocaina, armi e una dettagliata contabilità dei traffici illeciti, utilizzata dai sodali per rendicontare le entrate e provvedere alle spese di approvvigionamento. Inoltre, uno degli appartenenti al gruppo è stato  intercettato e arrestato all’aeroporto di Fiumicino al rientro dal Cile con oltre 6 chili di cocaina purissima nascosta nel proprio bagaglio, all'interno di confezioni di prodotti da bagno, pronti a essere smerciati sul territorio romano con un verosimile profitto di circa 2 milioni di euro.

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