Legambiente: “Provincia pontina, il cuore del business dell’ecomafia”

Incontro a Latina; Legambiente: "Ciclo illegale del cemento, dei rifiuti e agromafie il core business della criminalità organizzata ormai ben radicata nel territorio pontino. Serve istituire una Dda anche a Latina"

È la provincia del Lazio con il litorale più esteso e ricco di zone a tutela ambientale, ma anche la provincia preferita dagli ecomafiosi. Il riferimento è al territorio pontino al centro della tavola rotonda organizzata da Legambiente dal titolo “Le ecomafie in provincia di Latina”.

“Qui, tra Latina, Sabaudia e San Felice Circeo, le cosche mafiose sono ormai ben radicate e strutturate sul territorio e da anni concentrano i loro affari d’oro legati al ciclo illegale del cemento, dei rifiuti e delle agromafie, causando gravi conseguenze all’ambiente e alla salute dei cittadini” spiegano da Legambiente.

Un’immagine che trova conferma anche dall’ultimo rapporto Ecomafie 2013 che vede la provincia pontina collocarsi al nono posto nella classifica delle province italiane per reati ambientali. "Le infrazioni accertate nel capoluogo pontino nel 2012 sono state 744, il 2,2% del totale nazionale, a cui va aggiunta la pesante vicenda della discarica di Borgo Montello anche alla luce delle dichiarazioni desecretate, in questi giorni, del boss Carmine Schiavone sui veleni e le scorie del Clan dei Casalesi".

Eppure le ecomafie si possono e si devono combattere. Ed è questo il messaggio lanciato da Legambiente che durante l’incontro di oggi ha avanzato le sue proposte per fermare le illegalità ambientali e liberare il territorio pontino dall’ecomafia. Innanzitutto l’istituzione di una Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) a Latina, a cui dovrà accompagnarsi anche l’abbattimento degli abusi edilizi come prima strategia di contrasto alle illegalità; ma sarà necessario anche investire in termini di uomini e mezzi in favore delle Procure e delle forze dell'ordine, così come su azioni investigative soprattutto di carattere patrimoniale e promuovere progetti di educazione ambientale e alla legalità per costruire, rafforzare e diffondere la cultura della legalità soprattutto tra le giovani generazioni.

I COMMENTI

“La diffusione delle ecomafie in provincia di Latina – dichiara Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente – dimostra che la Terra dei fuochi non è questione campana ma una questione nazionale. Il ciclo illegale dei rifiuti e il loro interramento è un problema che riguarda e coinvolge diverse regioni italiane. Pertanto chiediamo che vengano rafforzate le attività di controllo, prevenzione e contrasto delle attività illegali, che vengano dati alla magistratura e alle forze dell’ordine strumenti adeguati e che vengano accelerati i tempi dei giudizi. È fondamentale che le indagini proseguano in tutt'Italia”.

“Nella provincia di Latina – spiega Marco Omizzolo, ufficio ambiente e legalità Legambiente e coordinatore provinciale Legambiente Latina - il ciclo illegale del cemento, dei rifiuti e agromafie sono il core business di un sistema criminale consolidato e spesso sottovalutato o sminuito dalla classe politica locale. Siamo costituti parte civile nel processo per disastro ambientale che riguarda la discarica di Borgo Montello, sulla quale abbiamo presentato esposti e dossier. Le dichiarazioni del pentito di camorra Carmine Schiavone, evidenziano quanto denunciamo da anni e non vanno sottovalutate. Il nostro punto di riferimento resta però Don Cesare Boschin, parroco della parrocchia di borgo Montello ucciso nella sua canonica nel 1995 perché aveva denunciato il traffico notturno e illegale di rifiuti e di droga che interessava la relativa discarica”.

“Nel Lazio, a partire dallo scorso 13 settembre, - spiega Valentina Romoli, vice presidente Legambiente Lazio - con l'entrata in vigore del d.lgs 115\2012 cesseranno la loro attività 15 sedi distaccate di tribunale, tra le quali Ostia, Gaeta e Terracina. Per questi ultimi due è stato autorizzato per un periodo di due anni l'utilizzo dei locali della soppressa sezione distaccata di Terracina per la trattazione ad esaurimento dei giudizi civili e penali pendenti presso l'ufficio stesso e presso la sezione distaccata di Gaeta. I tribunali sono fondamentali ed irrinunciabili presidi di legalità sul territorio, per questo ci auspichiamo che in contesti ad alto tasso di criminalità organizzata come quelli di Ostia, Terracina, Gaeta , si intervenga con determinazione per invertire la rotta dando un segnale chiaro di contrasto alle mafie, scongiurando la chiusura di questi tribunali e rafforzando invece l'azione della magistratura, a partire dalla istituzione di una Direzione Distrettuale Antimafia nella provincia di Latina”.

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Tra i presenti alla tavola rotonda: Rossella Muroni, direttrice Legambiente, Peppe Ruggiero, Libera, Marco Omizzolo, ufficio ambiente e legalità Legambiente e coordinatore provinciale Legambiente Latina, Fabrizio Marras, responsabile provinciale Libera, Cristiana Avenali, consigliere Regione Lazio, Valentina Romoli, vice presidente Legambiente Lazio, Alessandro Loreti, presidente Legambiente Latina.

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