Ecosistema Urbano, Latina fanalino di coda della classifica

Secondo l'annuale resoconto su scala nazionale redatto da Legambiente Lazio sulla qualità ambientale, il capoluogo pontino figura al 42esimo posto sulle 43 città medie italiane

Penultimo posto per Latina nel rapporto “Ecosistema Urbano”, la ricerca sul fronte della gestione ambientale che annualmente Legambiente Lazio realizza con il contributo scientifico dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore. Stando alla novità del rapporto di quest'anno, la divisione fra grandi città (con popolazione superiore ai 200mila abitanti), medie (con popolazione tra gli 80mila e i 200mila abitanti) e piccole (con popolazione inferiore agli 80mila abitanti), Latina risulta al 42esimo posto fra le 43 città medie.

Una penultima posizione che dovrebbe far riflettere dal momento che il resoconto riguarda problemi che risultano ogni giorno più gravi e che sempre più sono sotto gli occhi di tutti, quali l'immondizia, il traffico, lo smog e la cattiva depurazione.  È sicuramente la gestione dei rifiuti il tema più scottante della questione, se si pensa che il capoluogo pontino produce ben 593,2 chilogrammi di rifiuti pro-capite ogni anno, con un sistema di raccolta differenziata ancora agli inizi: mentre Verona è al 50,2% Latina addirittura segna un passo indietro rispetto allo scorso anno, regredendo dal 30,1% al 29,2%.

E la situazione peggiora se si considerano i problemi dello smog e del traffico cittadino dove sono le vetture private a farla da padrona sul trasporto pubblico; e così la città pontina si attesta come fanalino di coda tra le città medie, con ben 73 auto ogni 100 abitanti, segnando anche un consequenziale e drastico calo delle offerte del trasporto pubblico e del numero dei viaggiatori, posizionandosi sempre quasi in fondo alla classifica con solo 16 km-vetture per abitante. Una vera e propria emergenza ambientale da affrontare è quella dello smog. Il tasso del capoluogo laziale arriva addirittura a 44,7 microgrammi per metro cubo, superando di gran lunga quei 40 microgrammi considerata la media annua pericolosa per la salute umana.

Nessun passo in avanti e valori ancora allarmanti quelli relativi alle isole pedonali, a Latina pari a soli 2 centimetri quadrati pedonalizzati per abitante, e quello delle ztl, di 2,25 metri quadrati per abitante. Sul fronte idrico, sono assurde le perdite di acqua, a Latina pari al 62%, e l'efficienza del sistema di depurazione che, rispetto allo scorso anno, rimane fisso all'84%. Stallo totale anche per quanto riguarda le politiche innovative su energia, partecipazione e pianificazione ambientale da parte di tutte le amministrazioni laziali; è tutto il Lazio in questo caso a non dare segni di eccellenza, con dati per solare termico, fotovoltaico e teleriscaldamento che scarseggiano o addirittura sono pari allo zero. Così come a preoccupare sono i parametri del verde urbano fruibile (esclusi parchi e aree protette) che a Latina restano al di sotto delle medie nazionali con soli 4,08metri quadrati per abitante.

“Sulla qualità della vita nei capoluoghi del Lazio pesano la troppa immondizia malgestita, il traffico sempre più congestionato e lo smog, i consumi idrici e la cattiva depurazione. Dalle istituzioni servono scelte concrete, fondamentali per uscire dalla crisi ambientale, ma dirimenti anche per battere la crisi economica puntando su un futuro migliore per i cittadini -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Per vincere sulla crescita della produzione di rifiuti servono politiche per la riduzione e il riuso e una differenziata che punti ovunque sul porta a porta piuttosto che nuove discariche, bisogna scegliere la via della limitazione del traffico privato e del potenziamento di quello pubblico per battere traffico e smog con nuove pedonalizzazioni e ztl.”

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Ecosistema Urbano, l’annuale ricerca di Legambiente e dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia, realizzata con la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore, quest’anno alla sua diciottesima edizione, è realizzata attraverso questionari e interviste dirette ai 104 comuni capoluogo di provincia e sulla base di altre fonti statistiche, con informazioni su 25 parametri ambientali per un corpus totale di oltre 100mila dati. I dati di questa edizione del rapporto fanno quindi prevalentemente riferimento all’anno 2010.

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