Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Elena Santarelli racconta il tumore del figlio: “Davanti a lui non ho mai pianto”

In un'intervista al Corriere.it la showgirl di Latina ha raccontato il lungo e difficile percorso verso la guarigione del figlio Giacomo

Elena Santarelli torna a parlare del tumore del figlio Giacomo, 9 anni il prossimo 22 luglio. Lo ha fatto insieme a Candida Morvillo sul Corriere.it, nel corso della prima intervista rilasciata a un giornale dopo le dichiarazioni rese in tv e quelle espresse attraverso i social volte a sensibilizzare i follower sull’importanza della ricerca scientifica.

Il primogenito della showgirl di Latina, nato dall’amore con il marito Bernardo Corradi, è affetto da un tumore cerebrale. Lei, da mamma, non ha mai pianto davanti a lui: “Mai, mai, mai. A volte, mi chiedo: com’è possibile? Ma in certi frangenti, la forza arriva”, ha confidato Elena: “Io non ho mai trattato mio figlio da malato, gli ho sempre detto che, mentre si fanno le chemio, si studia e questo ha creato una normalità nella mia vita e nella sua”.

Elena Santarelli: “Ecco perché ho raccontato la malattia di mio figlio” 

La diagnosi del tumore

Elena Santarelli ha ripercorso quel 30 novembre 2017, giorno in cui le hanno comunicato la malattia di Giacomo: “La cosa peggiore è che non ero presente alla risonanza. Ero stata operata all’anca e avevo stampelle e dolori, è andato solo Bernardo, ma non avevamo sospetti, era un esame fatto per precauzione. Quando mio marito è tornato a casa, gliel’ho letto in faccia. Sono andata in bagno e ho vomitato”, ha confidato: “Poi, mi sono messa a piangere in silenzio, per non farmi sentire da mio figlio. Giacomo mi ha chiesto di giocare alla Playstation e l’ho fatto. Ho passato la notte su Internet a cercare le parole del referto e a chiamare amici che conoscevano medici”. Gli accertamenti sono iniziati quando la modella ha sentito che andavano fatti (“Intuito materno. Stava bene, ma mi sembrava strano”) e da lì è iniziato il percorso per trovare le cure giuste presso il Bambin Gesù di Roma.

La prima sera in ospedale

La prima sera di Giacomo nel reparto dell’ospedale è indimenticabile per Elena Santarelli: “E’ stata la più dura. Non volevo che Giacomo vedesse i bambini intubati, non potevamo dirgli subito: ora fai la chemio, perdi i capelli, combatti le cellule. Ci siamo arrivati piano piano con l’aiuto, fondamentale, degli psicologi”, ha detto lei che, da mamma, ha dovuto imparare a comportarsi come se niente fosse. "I primi giorni, stavo come una scappata di casa e non è da me", ha affermato: "I bimbi sono astuti, ho capito che dovevo farmi la piega, mettere il solito rossetto, anche se mi sentivo giudicata, in ospedale, col rossetto. Ma ho fatto bene”.

Elena Santarelli e la forza dei bambini in ospedale

Gli attacchi sui social

Parlare della malattia del figlio ha comportato molti attacchi da parte di alcuni follower che hanno avuto da ridire sull’esternazione di una situazione così drammatica: “Avrei voluto urlare contro tutte quelle cattiverie, ma sono tante di più le persone che mi esprimono affetto (….) non avevo messo in conto tante lettere di persone coi figli malati o morti. Mi trovo a dare coraggio agli altri, ma anche io sono ancora nel mezzo del dolore, per quanto sia forte e veda anche gli aspetti positivi, che poteva andare peggio, che non abbiamo problemi economici”. E sull’espressione “grande mamma” che spesso qualcuno le riserva, “non mi piace”, ha commentato: “C’è un esercito di mamme di pari forza e pure lontane da casa. E io ora posso permettermi un tuffo in Versilia e mi sento in colpa, ma posto lo stesso la foto, per dire che non si deve smettere di vivere. Troppi giudicano senza sapere, senza capire”.

Il rapporto con il marito Barnardo Corradi

Accanto a Elena Santarelli in questa difficile prova c’è Bernardo Corradi, con cui lo scorso 3 giugno ha festeggiato 4 anni di matrimonio: “Insieme ci impegniamo a far sentire la normalità a Giacomo. Quando mio figlio dice che è più veloce di me ad asciugarsi i capelli, penso che, se scherza, abbiamo fatto centro”.

E adesso? “Aspettiamo di sentirci dire che siamo a fine terapia. Non sarà presto. Il percorso è lungo, confidiamo di essere nell’80 per cento che si salva”, ha concluso Elena prima di lasciarsi andare all’ultima confidenza: “Il momento più brutto è stato quando, di notte, con la torcia, andavo a raccogliere i capelli di Giacomo dal cuscino, per non farglieli trovare al mattino. Quei momenti erano una pugnalata. Metti al mondo un figlio e vuoi proteggerlo, ma non sai che puoi sentirti così tanto impotente”.

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