Cronaca

Emergenza abitativa, tra crisi economica e pochi spazi adeguati

Il desolante quadro dipinto dalla presidente dell'associazione Valore Donna: "Mi auguro che alla guida dell'Ater venga una persona sensibile al problema"

Non è la prima volta che l’associazione Valore Donna torna a ribadire il problema dell’emergenza abitativa a Latina. Solo un mese fa era scesa in piazza per ribadire la difesa di un diritto di chi invece un tetto sopra la testa non ce l’ha, per continuare la sua battaglia a tutela di chi ha diritto ad avere un alloggio di edilizia residenziale pubblica ma non lo ha per mancanza di case.

Ed oggi la sua presidente, Valentina Pappacena, proprio mentre si discute per capire chi guiderà l’Ater di Latina, è voluta tornare sulla delicata questione. 

“Il problema è quanto mai attuale e delicato - afferma Valentina Pappacena -. Noi come associazione siamo scesi in piazza più volte per richiamare l’attenzione di Ater e Comune di Latina su questo problema che riguarda tante famiglie della nostra città che vengono sfrattate perché non riescono a pagare gli affitti sempre più cari. Il problema è che a Latina le case non ci sono perché sono troppi anni che il Comune non si occupa di trovare spazi adeguati per la costruzione di appartamenti di edilizia residenziale pubblica. E’ un annoso problema, complicato, per il quale nulla è stato fatto dalle diverse amministrazioni che si sono succedute”.

“Abbiamo, recentemente, vinto una battaglia riuscendo ad ottenere un alloggio popolare per Giuseppina Principe e la sua famiglia (prima in graduatoria da anni!), ma purtroppo la casa le è stata data per l’avvenuta morte di una persona che abitava precedentemente in quell’appartamento. Ma non si più vivere aspettando che qualcun altro muoia – afferma ancora Valentina Pappacena – per potere usufruire di case che spettano di diritto a chi non ha le possibilità economiche. E, purtroppo la situazione rischia di precipitare perché con la crisi economica che ci ha investito e con le tante persone che nella nostra città hanno perso il posto di lavoro sono sempre di più quelli che si rivolgono a noi per avere un aiuto”.

“Io non credo che i nostri amministratori si siano resi conti, veramente, di cosa sta accadendo e della dilagante povertà che ci sta toccando molto da vicino – conclude la presidente di Valore Donna -. Visto che anche l’Ater è strettamente coinvolta nella questione mi auguro che i movimenti che stanno avvenendo a livello politico per la formazione del prossimo consiglio di amministrazione dell’Ente, tengano conto non solo del problema della divisione della poltrone, ma che piuttosto tengano in considerazione il fatto che chi andrà ad occupare il posto di dirigenza dell’Ater dovrà essere una persona sensibile al problema della mancanza di alloggi in una città che continua a crescere demograficamente”.

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