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Discarica Montello, l'allarme: tre mesi di autonomia. Nuova emergenza?

A denunciare la situazione il consigliere del Pd De Marchis dopo l'allarme della Indeco: "I bacini hanno autonomia di tre mesi". Chiesto consiglio ad hoc: "La chiusura del sito rischia di nuovo di svanire"

Ancora un pericolo emergenza rifiuti nel capoluogo pontino e la “chiusura del sito di Borgo Montello, progetto più volte annunciato ma mai pianificato, anche questa volta rischia di svanire sotto il peso di migliaia di tonnellate di rifiuti che non hanno alcun posto per essere smaltite”.

Questa la paura del consigliere del Partito Democratico Giorgio De Marchis dopo l’allarme lanciato dalla società Indeco: “i bacini nel sito di Borgo Montello avrebbero un’autonomia di circa tre mesi, dopodiché scoppierebbe l’emergenza”.

“Allo stato attuale – afferma De Marchis - è palese che il sistema degli impianti e delle discariche regionali non consentirebbe lo smaltimento dei rifiuti prodotto nella provincia di Latina evitando il sito di Borgo Montello, una drammatica realtà della quale bisogna prendere atto e che è stata determinata da anni di indecisione e di promesse non rispettate dalle diverse amministrazioni regionali”.

“Riteniamo a questo punto – continua il democratico - che la chiusura del sito di Borgo Montello debba essere il punto di partenza irrinunciabile che dovrà condizionare la gestione dell’emergenza legata all’esaurimento dei volumi disponibili presso la discarica gestita dalla Indeco. Inutile dire che la classe politica cittadina dovrà fare fronte comune per strappare alla Regione impegni precisi finalizzati alla chiusura della discarica. Si rende dunque necessaria la convocazione urgente della Commissione Ambiente e di un Consiglio comunale straordinario sui temi ambientali.

L’assise sarà la sede in cui discutere e approvare un atto di indirizzo politico del Comune di Latina che subordini il prolungamento della “vita della discarica” alla formalizzazione della data di chiusura della stessa, come già avvenuto per la discarica di Malagrotta. Tale scadenza non potrà comunque andare oltre la data del 31 dicembre 2015.

Contestualmente si dovranno rendere pubbliche e trasparenti tutte le ipotesi in campo relative alla messa in sicurezza e alla bonifica dei siti esistenti, comprese le garanzie finanziarie stabilite per legge. In questa prospettiva – conclude De Marchis -  sarebbe importante che il Consiglio comunale marciasse unito a difesa degli interessi della comunità pontina e del Comune capoluogo”.

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