Enogastronomia e legalità: il progetto unico nel Lazio di due ragazzi di Formia

Una serie di percorsi-evento con l'utilizzo di prodotti coltivati su beni confiscati alla criminalità organizzata: è il progetto che Carmine Mernirni e Simona Di Mambro propongono nella trattoria “Civico Sociale" a Cassino e che intendono esportare anche nel sud pontino

Legalità e lavoro. Enogastronomia e rispetto della Legge. Un progetto senza precedenti per il Lazio quello messo in cantiere da Simona Di Mambro e Carmine Mernirni due ragazzi formiani, titolari della trattoria della legalità 'Civico Sociale' a Cassino che dal prossimo mese di novembre proporranno nel loro locale. Un percorso di degustazione e di assaggio di tutto quello che Madre Natura riesce a creare su terre che 'profumavano di morte e dolore'. Oggi, grazie alle cooperative associate al progetto della legalità fortemente voluto da questi due ragazzi, tutto può essere diverso. E chi intraprende un percorso di vita sbagliato ha la possibilità di redimersi e di essere aiutato. Carmine e Simona hanno in progetto esportare il loro percorso di legalità anche nel litorale sud pontino

Il progetto

“E’ qui alla trattoria della legalità che arriva la risposta dei beni confiscati alla camorra ed alla mafia facendo si che i prodotti, quelli lavorati dalle persone svantaggiate, dagli ultimi come li chiamano in molti, vengono utilizzati e venduti - affermano Simona Di Mambro e Carmine Mernini gestori della trattoria - articoli su cui nessuno avrebbe mai scommesso mentre da noi sono sempre stati presenti, basti pensare il Pacco alla camorra che ogni Natale prepariamo con all’interno tutte le tipologie di prodotti. Per non parlare di quante persone vengono ad assaggiarli, dalle forze dell’ordine ai magistrati, ai giornalisti, ai cittadini e tutti li trovano ottimi. Questo è un grande riscatto per tutti noi che da anni ci mettiamo il cuore e spesso subiamo atti intimidatori”.

I cento passi di Placido Rizzotto

Il vino Centopassi sarà il prodotto di lancio del percorso enogastronomico del 'Civico Sociale' perchè rappresenta l’anima vitivinicola di tre Cooperative sociali che operano nell’Alto Belice Corleonese: la Placido Rizzotto - Libera Terra, la Pio La Torre - Libera Terra e la Lavoro e non solo. Le cooperative coltivano i terreni che sono stati confiscati a Cosa Nostra. Terre che si trovavano precedentemente in stato di totale abbandono e oggi sono coltivate per una superficie di oltre 400 ettari, di cui 90 a vigneto. L’esperienza di Centopassi costituisce un’importante occasione di riscatto sociale e contribuisce a valorizzare e promuovere il territorio siciliano e i suoi vitigni autoctoni. Le vigne sono tutte coltivate in regime biologico certificato e producono vini di grande carattere e personalità. Dal 2012, Centopassi è anche la sede siciliana della Scuola italiana di Potatura per la diffusione del metodo dei Preparatori d’Uva Simonit & Sirch.

Le cooperative aderenti

Le cooperative presenti nel gruppo del civico sociale sono: Cooperativa sociale Eureke con Cantina Vitematta, Libera Terra, il Fondo Rustico Amato Lamberti della Cooperativa (R) anticamorra e i prodotti dell NCO (Nuovo commercio organizzato), la Cooperativa Al di là dei sogni, la Fattoria Fuori di zucca e tante altre che si occupano di agricoltura sociale e non solo.

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