Cronaca

Ninfa, prosciugamento della falda: la replica di Acqualatina

Sul caso dell'abbassamento della sorgente di Ninfa e sul conseguente esposto del comune di Sermoneta e di altre associazioni del territorio arriva la spiegazione del gestore: "Non dipende dal prelievo ma dalla siccità"

 Arriva la replica di Acqualatina sul caso della sorgente di Ninfa e sull’esposto presentato dal Comune di Sermoneta e da diverse altre associazioni del territorio in merito al prelievo di acqua dai pozzi e al prosciugamento della falda. La società idrica spiega che i problemi che interessano la sorgente “non sono riconducibili al prelievo di acqua per l’approvvigionamento idrico delle utenze”. 
“Il gestore, infatti, preleva acqua dai suddetti pozzi nel pieno rispetto di quanto stabilito dal Piano Regolatore Generale degli Acquedotti (Prga), peraltro con portate nettamente inferiori al limite massimo previsto”.

Il Prga, spiega ancora la società, prevede un prelievo massimo di 320 litri al secondo, mentre Acqualatina, nel pieno dell’emergenza idrica, nel mese di luglio ha prelevato 230 litri al secondo. Nei mesi addietro la portata è stata inferiore, al di sotto dei 200 litri al secondo.

“Al fine di preservare il bacino idrico e il patrimonio ambientale della zona, con particolare attenzione al Giardino di Ninfa, eccellenza territoriale di levatura mondiale, il Gestore ha assegnato priorità all’emungimento di acqua da sorgenti come Sardellane. L’abbassamento dei livelli della falda, dunque – conclude Acqualatina - è da imputare alla siccità e alla relativa carenza idrica che stanno interessando il nostro territorio e gran parte dell’Italia. Acqualatina conferma il pieno rispetto della tutela ambientale, da sempre tra i princìpi fondanti della società”.

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