Falde acquifere inquinate a Sabotino, il caso in Commissione Ambiente in Regione

Audizione di tutti gli Enti interessati in Commissione Ambiente la prossima settimana: a darne notizia il consigliere regionale di Forza Italia: "Il compito delle istituzioni di fronte all'emergenza e al pericolo per la salute dei cittadini"

Il caso delle falde acquifere inquinate a Borgo Sabotino arriva in Regione.

Come fa sapere il consigliere regionale di Forza Italia, Giuseppe Simeone, infatti, “la grave emergenza inquinamento rilevata nella falda acquifera dell’area di Borgo Sabotino sarà oggetto di discussione della Commissione Ambiente regionale”. 

“Questa mattina, infatti - spiega Simeone - , ho avuto modo di parlare con il  presidente della commissione, Enrico Panunzi, che mi ha confermato la disponibilità, a seguito della richiesta che ho inoltrato, a convocare immediatamente una seduta con l’audizione di tutti gli organi competenti, tra cui, oltre all’assessore all’Ambiente della Regione Lazio, anche Arpa, Asl, Ufficio servizio igiene e sanità pubblica (Sisp), Provincia e Comune di Latina”. 

“L’obiettivo è avere contezza dell’emergenza in atto e dei danni, non solo ambientali, provocati. Oggi è indispensabile comprendere le azioni specifiche che si intendono mettere in atto per far fronte ai danni causati dalla presenza di una elevata concentrazione di cloruro di vinile nella falda acquifera utilizzata sia per usi domestici che per l'irrigazione dei campi nell'area di Borgo Sabotino dove insistono numerose colture di pregio. 

I risultati delle analisi che hanno evidenziato la presenza, nella falda acquifera, di percentuali di cloruro di vinile, un composto cancerogeno utilizzato per la produzione di PVC, ben al di sopra della soglia prevista per legge stanno creando, infatti, legittima apprensione nei cittadini. I residenti - prosegue l’esponente pontino alla Pisana - sono allarmati anche dall’ordinanza emessa dal Comune di Latina a fine febbraio con cui si vieta l’uso, per qualsiasi finalità, delle acque provenienti da fonti e pozzi interni ed esterni al perimetro della centrale nucleare di proprietà della Sogin, situata a Borgo Sabotino”. 

“L’origine di tale inquinamento risulta, purtroppo, essere ignota e temporeggiare ulteriormente non è più possibile. In questo contesto ho anche inoltrato una nota all’assessore regionale all’Ambiente, Mauro Buschini, e al presidente della Regione Zingaretti perché urgentemente si facciano promotori di un incontro, alla presenza di tutti gli enti interessati per coordinare un costante monitoraggio dell’area interessata e mettere in atto un’incisiva azione che porti a comprendere le ragioni e la fonte dell’inquinamento, a predisporre una bonifica attenta dell’area ed a valutare, su dati certi, le possibili ripercussioni sulla salute dei cittadini nonché a definire ed utilizzare tutti gli strumenti necessari a dare una attenta e precisa comunicazione ed informazione alla comunità di Latina in merito”. 

“Il compito delle istituzioni di fronte all’emergenza e al pericolo per la salute dei cittadini - conclude Simeone -, è intervenire con rapidità e risolutezza affinchè i cittadini non si sentano abbandonati nel limbo dell’incertezza”.

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