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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca Fondi

Falsi documenti per favorire gli immigrati clandestini, 34 denunce

L'indagine del commissariato di polizia di Fondi. Il personale dell'ufficio immigrazione aveva notato un numero troppo elevato di richieste di nulla osta

E’ di 34 persone denunciate il bilancio dell’operazione del commissariato di polizia di Fondi, diretto dal vicequestore Massimo Mazio: le accuse sono quelle di falsità ideologica, per aver favorito l’ingresso sul territorio nazionale di cittadini extracomunitari in stato di clandestinità.

Dopo diversi mesi di indagini, coordinate dal sostituto procuratore Gregorio Capasso, è stata stroncata una rete che, secondo gli investigatori, avrebbe consentito da anni a cittadini stranieri, per la maggior parte bengalesi, di ottenere permessi di soggiorno fornendo falsi documenti.

Il personale dell’ufficio immigrazione aveva notato un numero troppo elevato di richieste di nulla osta, istanze che risultavano infondate in rapporto alla modesta richiesta di lavoro, e in relazione al fatto che non erano state effettuate assunzioni.

L’attività investigativa ha consentito di accertare che per il ritiro dei nulla osta erano state presentate false dichiarazioni dei redditi «gonfiate» per diverse centinaia di migliaia di euro, false denunce aziendali e procure notarili contraffatte.

E’ stata accertata anche la contraffazione di alcuni timbri della Agenzia delle Entrate di Formia, apposti all’atto della  registrazione dei contratti di affitto di terreni per le attività delle aziende in argomento.

"Tutti gli elementi d’indagine raccolti - fanno sapere dal commissariato -  a volte dall’evidente sproporzione dei dati acquisiti, come ad esempio il numero dei nulla osta presentati rispetto alla modesta attività in essere ed in considerazione del basso tenore verificato, facevano desumere il perdurante stato di clandestinità di molti cittadini stranieri alle cui spalle lucravano insospettabili “professionisti del settore” che richiedevano numeri elevati di nulla osta per lavoro dietro compenso, tentando di “sistemare le pratiche” senza di  fatto formalizzare le relative assunzioni dei lavoratori .

Le indagini sono tuttora in corso non escludendo ulteriori sviluppi investigativi.

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