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Ex fantino di Aprilia gambizzato per un debito non pagato, 3 arresti

I fatti nel febbraio del 2012 in via di Tor Pagnotta a Roma. L'uomo, dopo essere stato prelevato dalla sua abitazione di Aprilia, era stato accompagnato nella capitale dove fu gambizzato per "punizione"

Era stato gambizzato il 2 febbraio di due anni fa a Roma, ora tre uomini sono stati arrestati dai carabinieri.

Alessandro Contino, ex fantino di Aprilia, era stato ferito alle gambe in quella che inizialmente lui aveva riferito essere una rapina ma che in un secondo momento gli investigatori hanno dimostrato essere una “punizione” per un debito non pagato.

Stamattina, al termine delle indagini, i militari del nucleo investigativo della capitale hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di Roma su richiesta della locale Procura, nei confronti di tre uomini di 42, 34 e 37 anni tutti origininari di Napoli e già noti alle forze dell’ordine.

I tre sono considerati, appunto, i responsabili della tentata estorsione culminata con la gambizzazione del pontino. I fatti sono avvenuti il 2 febbraio del 2012 quando l’ex fantino è stato trovato in via di Tor Pagnotta a Roma con una ferita d’arma da fuoco alle gambe. All’epoca dei fatti, l’uomo dichiarò di essere stato vittima di una rapina ad opera di alcuni stranieri che, nella concitazione, avevano esploso alcuni colpi di pistola.

Le successive indagini dei carabinieri, invece, hanno permesso di dimostrare come invece Alessandro Contino quel giorno fosse stato prelevato dalla sua abitazione di Aprilia da due dei tre arrestati e poi accompagnato a Roma dove il terzo lo ferì alle gambe per “punirlo” per il mancato pagamento di un debito contratto con il 37enne. Alla fine fu lasciato a terra e gli fu intimato di denunciare alle forze dell’ordine di essere stato vittima di una rapina ad opera di ignoti.

“Agli indagati – spiegano i carabinieri - è stata contestata l’aggravante di cui all’art. 7 del D.L. 13 maggio 1991, n. 152 convertito in L. 12 luglio 1991 nr. 203, per avere agito con metodo mafioso, avvalendosi della forza intimidatrice derivante dalla loro vicinanza a contesti di criminalità organizzata di tipo camorristico”. Il 37enne, infatti, proseguono dall’Arma, “è notoriamente vicino a Michele Senese, negli anni ’70 e ’80 affiliato alla confederazione camorristica denominata “Nuova Famiglia” e successivamente trasferitosi a Roma, dove è divenuto elemento apicale della malavita organizzata romana di matrice camorristica. Il Senese è oggi detenuto per omicidio.

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