Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Lente d’ingrandimento sul 2011, fatti e misfatti di un intero anno

Ecco i 12 mesi che stiamo per lasciarci alle spalle. Dagli arresti al clan Bardellino al processo Damasco, dall'omicidio Vaccaro alla liberazione di Verrecchia e al Latina Calcio in C1

È stato un 2011 davvero intenso. Quello che stiamo per lasciarci alle spalle è un anno che ha riempito le pagine della cronaca, politica, sport, economia. Tanti i personaggi, i fatti e i misfatti, che hanno scandito questi 365 giorni che ci hanno fatto sorridere, restare in ansia, storcere il naso e alcune volte davvero indignare. Un anno di polemiche, ricorsi, di rapimenti e omicidi; un anno che ha visto le organizzazioni criminali farla da padrona, fino al colpo finale segnato dal processo Damasco sulle infiltrazioni mafiose a Fondi che, con le sue 23 condanne per oltre 100 anni di reclusione, ha segnato la storia del nostro territorio.

LE 29 DONNE DELLA TACCONI SUD IN PRESIDIO
L’anno è appena iniziato; il 19 gennaio le operaie della Tacconi Sud decidono di occupare la loro azienda, l’unica soluzione possibile per evitare lo smantellamento del sito. Qualche giorno prima di Natale il loro datore di lavoro aveva inviato i telegrammi di licenziamento. Dopo mesi di cassa integrazione una sola sembrava la decisione da prendere: occupare lo stabilimento per difendere quel poco che ancora era rimasto. Da allora non hanno più abbandonato la loro azienda; a turno vivono in quello che era il loro posto di lavoro. Tante le tappe che hanno segnato questo 2011. Solo una notizia positiva; il prolungamento della cassa integrazione per tutto il 2012 in attesa di vedere dichiarato il fallimento dell’azienda. La prossima udienza il 9 febbraio.

L'OMICIDIO VACCARO

Qualche giorno dopo l’episodio che sconvolge l’intera città. È la sera del 31 gennaio, nel parco Europa di Latina con un colpo di pistola viene freddato Matteo Vaccaro, il proprietario di un noto locale di via Lago Ascianghi. Per l’omicidio finiscono in manette sei giovani: Alex Marroni, 21 anni considerato l’esecutore materiale del delitto; Paolo Peruzzi, 23 anni; Gianfranco Toselli 22 anni; Fabrizio Roma 22; Francesco D’Antonio (considerato l’organizzatore del raid) e Matteo Ciaravino di 22 anni. Matteo Vaccaro, insieme al fratello Alberto, e i sei ragazzi si erano dati appuntamento al parco Europa per chiarire un litigio che qualche sera prima la vittima aveva avuto con il cugino di D’Antonio. Il processo è stato fissato per l’11 gennaio; intanto la Procura sta effettuando nuove indagini per colmare dei vuoti delle vecchie investigazioni.

IL RAPIMENTO DELLA SAVINA CAYLYN
Ancora una settimana e la provincia è messa in ginocchio per la notizia del rapimento della petroliera Savina Caylyn della compagnia Fratelli D’Amato di Napoli. A bordo, tra i 22 membri dell’equipaggio anche Antonio Verrecchia, 61enne capo macchina di Gaeta. Sequestrata l'8 febbraio vicino all'isola yemenita di Socotra e trasportata in una cittadina sulla costa somala la nave rimane in mano dei pirati per 10 mesi. Giorni di torture per i membri dell’equipaggio, di ansia e paura per i familiari, e non solo, che pregano per un loro ritorno. Il 21 dicembre la lieta notizia: la petroliera viene liberata, i  marinai stanno bene e stanno per tronare in Italia. Gioia nella città di Gaeta che finalmente vede tornare Antonio Verrecchia sano e salvo a casa. Ora l’incubo è finito.

RISULTATO STORICO: IL LATINA CALCIO SALE IN C1
Il 1 maggio fa il più grande dei regali ai tifosi nerazzurri. Dopo 30 anni il Latina Calcio torna in C1. Si tratta di un risultato storico che viene salutato dai quasi 800 tifosi pontini che hanno seguito gli uomini di Sanderra nella trasferta di Lamezia Terme. Il match finisce 2 a 0 per il Latina, e la promozione arriva con 90 minuti di anticipo sul termine del campionato. Tripudio di bandiere nerazzurre nello stadio calabrese al triplice fischio dell’arbitro che pone fine alla partita e realizza il sogno dei tifosi pontini. I colori nerazzurri invadono anche piazza del Popolo a Latina dove davanti al maxischermo piazzato per l'occasione, lacrime di gioia hanno segnato il viso degli sportivi pontini.

LA VITTORIA DI DI GIORGI ALLE AMMINISTRATIVE DEL 15/16 MAGGIO
Nonostante gli 11 candidati sindaco alle comunali di maggio – uno dei numeri più alto del Paese - gli occhi sono puntati su Di Giorgi (Pdl) e Moscardelli (Pd). Alla fine la spunta il primo che con il suo 50,97%  - 700 voti  in più - scongiura il ballottaggio. La vittoria innesca una spirale di polemiche. Il primo ricorso è del Pd che si rivolge al Tar per chiedere il riconteggio dei voti : il dubbio è legato a più di 2000 schede annullate (sentenza il prossimo 12 gennaio). La politica pontina si scalda poi sul doppio incarico di Di Giorgi, sindaco di Latina e consigliere regionale. Il 21 novembre gli esponenti del Pd, nelle vesti di cittadini, hanno presentato un ricorso al tribunale civile – la sentenza il 20 febbraio 2012-, mentre Lilli D’Ottavi, la prima delle non elette in Regione, ha avanzato il proprio esposto alla Procura di Roma.

TERREMOTO A LATINA
Mai era stato registrato un sisma con epicentro nel capoluogo. Il 23 luglio alle 18.50 un terremoto di magnitudo 3,5 della scala Richter è stato registrato con un epicentro alla profondità di 7,5 chilometri in località Tor Tre Ponti. Nessun danno a cose o persone, ma grande panico è stato vissuto in città, con tante persone scese in strada e numerose chiamate ai vigili del fuoco e alla protezione civile. Il terremoto è stato seguito da altre due piccole scosse, intorno alle 20.40 dello stesso giorno (magnitudo 2,2), e il 25 luglio, alle 22.28 (magnitudo 2,1). Un nuovo sisma di magnitudo 2.6 è stato registrato alle 20.42 del 24 settembre con epicentro sempre in prossimità dei comuni di Latina e Sermoneta ad una profondità di 7,8 km.
 

ATTENTATO A LIBERA
Raid vandalico al Villaggio della Legalità di Libera. Il campo dell’associazione, nata per contrastare le mafie, era sorto su un territorio confiscato alla criminalità organizzata per abusivismo edilizio e nella notte tra il 21 e il 22 ottobre è stato completamente distrutto. Bagni demoliti, vetri rotti, sedie e tavolini buttati per aria. In poche ore, grazie ai volontari il centro riprende vita e la settimana successiva la Cgil organizza una fiaccolata di solidarietà a cui partecipano oltre 500 persone. Neanche un mese e i vandali tornano all’attacco nel campo di Sabotino. L’11 novembre vengono rubate le pompe dell’impianto idrico. Le istituzioni rispondono: il 17 novembre la Regione approva all’unanimità la mozione di solidarietà e sostegno a Libera.  


 

COLPO AL CLAN BARDELLINO: OPERAZIONE GOLFO
È l’alba del 24 novembre; un’operazione congiunta tra i finanzieri di Roma la Questura di Latina porta all’arresto di 8 esponenti del clan Bardellino, originario di San Cipriano Aversa (Ca) ma da anni insediato a Formia e legato a filo doppio alla famiglia dei Casalesi. In manette oltre ai fratelli Angelo e Callisto Bardellino anche Raffaele e Pasquale Carbone, Ivan Tamburrino e Giuseppe Tonsiello (tutti residenti a Formia), Carmine Iovine e Marcantonio Abate. Il gruppo compiva estorsioni intimidendo imprenditori e commercianti per affermare il proprio dominio sul territorio pontino. L’accusa è di associazione a delinquere di stampo mafioso. Gli arrestati decidono di non parlare, e nel giro di pochi giorni vengono tutti scarcerati per “inesistenza degli indizi di colpevolezza”.
 

ARRESTATO PER AVER MOLESTATO UNA DISABILE, SI UCCIDE
L’8 dicembre un uomo di 76 anni di Borgo Hermada viene arrestato con l’accusa di violenza sessuale e ristretto ai domiciliari. La denuncia era partita da una giovane di 30 anni affetta da sindrome di down, molestata dall’anziano signore. L’uomo sembra non sopportare la vergogna e il giorno successivo fugge dal proprio appartamento. Da subito si teme il peggio; il 76enne, scappato con la sua auto, ha portato con se la pistola che teneva in casa, regolarmente denunciata. Il 10 dicembre l’amara scoperta. Il corpo dell’uomo viene trovato senza vita in una stradina che segna il confine tra Borgo Hermada e Borgo Vodice: si era sparato con la stessa arma che aveva portato con se.
 

PROCESSO DAMASCO, 23 CONDANNE PER 110 ANNI
Con la fine dell’anno viene inflitto un duro colpo alla criminalità organizzata che sempre più piede sta prendendo nel territorio pontino. Il 20 dicembre si chiude il processo Damasco sulle infiltrazioni mafiose a Fondi, che avrebbero avuto anche delle pesanti ripercussioni nella gestione del Mof. Il processo, il primo nella provincia per mafia, con la sua sentenza ha confermato l’impianto accusatorio e avvalorato la tesi dell’associazione a delinquere di stampo mafioso. Sono 23 le condanne emesse per un totale di 110 anni di reclusione, 9 invece le assoluzioni. Pene esemplari per i fratelli Tripodo, condannati entrambi a 15 anni di reclusione. Tutto era iniziato nel luglio del 2009 quando il Nucleo Investigativo dei carabinieri di Latina aveva esegue l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale di Latina.

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