Cronaca

Femminicidio, un anno di sangue per la provincia pontina e il Lazio

Secondo il rapporto Eures, il Lazio, è la regione in cui si sono verificati più femminilidi (20); triste primato a Roma con 11 in tutto il 2013. Sei quelli compiuti a Latina; 179 le donne uccise in tutto il Paese in un anno

Sei femminicidi in provincia durante un 2013 che si presenta come l’”anno nero” per la nostra regione e per l’intero Paese. E' uno dei dati contenuti nel secondo Rapporto Eures sul femminicidio in Italia, secondo cui l’anno passato è stato il più cruento degli ultimi sette.

Il 2013 è l’anno in cui è stata registrata la più elevata percentuale di donne tra le vittime di omicidio mai avuta in Italia, pari al 35,7% delle vittime totali (179 sui 502).

E proprio il Lazio, insieme alla Campania, è la regione in cui si sono verificati più femminilidi (20) con Roma che detiene il triste primato con 11 in tutto il 2013. Dietro di lei Torino (9 vittime) e Bari (8), seguite, con 6 vittime, da Latina, Milano, Palermo e Perugia.

MALE IL CENTRO E IL SUD - Nel 2013 il sud è diventata l'area a più alto rischio (75 vittime ed una crescita del 27,1% sull'anno precedente), anche a causa del decremento registrato nelle regioni del nord (-21% e 60 vittime), ma è il centro a presentare l'incremento più consistente (+100%), passando le donne uccise da 22 a 44: i casi crescono nel Lazio (da 9 a 20), in Toscana (da 6 a 13), in Umbria (da 3 a 6) e nelle Marche (da 4 a 5).

FEMMINICIDI FAMILIARI - In 7 casi su dieci (68,2%, pari a 122 in valori assoluti) i femminicidi si sono consumati all'interno del contesto familiare o affettivo, e se l'autore dei femminicidi familiari risulta essere quasi sempre un uomo, sono le trasformazioni e le dinamiche del rapporto di coppia a spiegare il maggior numero dei casi. Nel 2013, infatti, il 66,4% delle vittime di femminicidio familiare ha trovato la morte per mano del coniuge, del partner o dell'ex partner (81 vittime su 122). Anche per effetto del perdurare della crisi, si rileva un forte aumento dei matricidi, spesso compiuti per "ragioni di denaro" o per una "esasperazione dei rapporti derivanti da convivenze imposte dalla necessita'": sono 23 le madri uccise nell'ultimo anno, pari al 18,9% dei femminicidi familiari, a fronte del 15,2% rilevato nel 2012 e del 12,7% censito nel 2000-2013.

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