A Valvisciolo doppia festa per i 25 anni di sacerdozio di Padre Massimo e Padre Paolo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LatinaToday

Doppia festa domenica 23 luglio all'Abbazia di Valvisciolo per i 25 anni di sacerdozio di Padre Massimo Cristoforo M. Marianella, priore dell'Abbazia e Parroco della Chiesa di Santo Stefano Martire, la chiesa annessa all’Abbazia sermonetana, e di Padre Paolo Alberico M. Giammaria.

Una cerimonia suggestiva e molto partecipata dalla comunità, a cui hanno preso parte anche il Vescovo di Latina Mariano Crociata, l’Abate Priore Eugenio Romagnuolo, il Vicesindaco di Sermoneta Giuseppina Giovannoli e il Presidente del Consiglio comunale Luigi Torelli. L'Amministrazione comunale, interpretando i sentimenti di affetto della comunità, ha donato ai due Padri una targa ricordo.

Padre Massimo, romano, è entrato nella Congregazione nel 1983, laureato in Teologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma con specializzazione in Liturgia. Dopo l’ordinazione a Sacerdote ha trascorso 17 anni nelle Asturie, in Spagna, dove ha contribuito alla fondazione di un monastero cistercense del quale è stato vice Priore e Maestro dei novizi. Tornato in Italia nel 2009, è stato trasferito a Valvisciolo dove ha affiancato Padre Eugenio nella gestione dell’attività dell’Abbazia. Dal 2015 è Priore.

Padre Paolo Alberico M. Giammaria, classe 1962, diplomato all'Accademia di Belle Arti di Venezia, è entrato in monastero nel 1983 nell'Abbazia di Casamari. Dottorato in Filosofia, con una tesi sulle espressioni della bellezza nel monachesimo medievale, ha trascorso oltre 20 anni alla Certosa di Parma, prima che la sua richiesta di trasferimento all'abbazia di Valvisciolo venisse accolta, il 17 gennaio 2016.

Oggi Valvisciolo conta 10 monaci. Sono celebri per la produzione di pappa reale, che esportano in tutto il mondo, e per altri prodotti come vino, confetture ed erbe. I monaci praticano vita attiva e contemplativa, vissuta nella semplicità e nel lavoro seguendo la regola benedettina Ora et Labora. Sei corsi di catechismo attivati con oltre 100 bambini e ragazzi.

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