Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

In carcere in Guinea Equatoriale, nuova fiaccolata per Roberto Berardi

A poco più di un anno dall'altra fiaccolata, i familiari e gli amici dell'imprenditore pontino detenuto dal gennaio 2013, tornano in piazza per chiedere aiuto e sensibilizzare le istituzioni. L'accorato appello della madre

A poco più di un anno da un’iniziativa simile e a quasi due dalla sua carcerazione nella Guinea Equatoriale, i familiari e gli amici di Roberto Berardi sono pronti ad una nuova mobilitazione per chiedere aiuto ma anche per sensibilizzare le istituzioni.

Per giovedì 18 dicembre è prevista una nuova fiaccolata per chiedere la liberazione dell’imprenditore pontino detenuto dal gennaio 2013. Il corteo partirà alle 18.30 in piazza San Marco per poi concludersi davanti la Prefettura.

Questa volta a parlare è la madre di Roberto Berardi, Silviana Malafronte, che insieme ad amici e familiari ha costituito un comitato, e lo fa in una lunga nota pubblicato sulla pagina Facebook dedicata al figlio. “E’ trascorso poco più di un anno da analoga iniziativa, qualche azione diplomatica è stata effettuata, purtroppo con esiti negativi, al punto che il detenuto signor Roberto Berardi successivamente alle visite ufficiali dei nostri ambasciatori, viene puntualmente frustato, privato del cibo e ristretto in cella d’isolamento senza alcuna luce dove si trova ormai da oltre 11 mesi.

La triste vicenda è già stata trattata dagli organi di informazione nazionali e locali che vedono il Sig. Berardi Roberto privato della libertà personale, senza alcuna accusa e con un processo “farsa”, ristretto nelle carceri della Guinea Equatoriale, senza dignità e senza aver diritto neanche alla somministrazione dei pasti” scrive Silviana Malafronte che ricorda con sofferenza le precarie condizioni del figlio ridotto a 50 chili e che ha subito 5 attacchi di malaria.

Vogliamo restituire Roberto all’affetto dei suoi familiari ed amici, seppur provato, ma in vita, onde evitare di versare lacrime sulla sua bara, perché questa sarebbe una sconfitta per tutti e per la nostra città”.

Ed è una data non casuale quella del 18 dicembre, come spiega la stessa donna. “Un altro Natale senza Roberto ci rende più tristi, noi oggi, nella ricorrenza del Natale di Latina ed in prossimità delle imminenti Festività Natalizie, siamo ancora più addolorati, senza nulla da festeggiare”.

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