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Operazione 'Certificato pazzo', l'avvocato arrestato: mai preso soldi per le pratiche

Nuovi interrogatori nell'ambito dell'inchiesta sule false ceertificazioni per ottenere l'invalidità o il porto d'armi

Proseguono gli interrogatori delle persone arrestate nell’ambito dell’operazione ‘Certificato pazzo’, l’inchiesta condotta dal Nas dei carabinieri e coordinata dalla Procura della Repubblica che ha portato in carcere undici persone e nell’ambito della quale ci sono 70 persone iscritte nel registro degli indagati.

Gli investigatori hanno individuato 150 documentazioni false per ottenere il certificato di invalidità dell’Inps oppure il porto d’arma o ancora il trasferimento di detenuti dal carcere a casa o in strutture sanitarie in un solo mese di controlli con telecamere nascoste.

L’avvocato Stefania Di Biagio, assistita dall’avvocato Maurizio Forte, è stata ascoltata dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario presso il carcere di Rebibbia dove è detenuta ed ha rilasciato spontanee dichiarazioni precisando di non avere mai preso denaro per il lavoro svolto mentre Massimiliano Del Vecchio, interrogato per rogatoria si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il gip Cario ha inoltre concesso gli arresti domiciliari a Fausta Mancini che poco dopo l’arresto era stata portata in ospedale per un malore.

Martedì il giudice ascolterà in Tribunale le persone colpite da ordinanza che si trovano agli arresti domiciliari.

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