Estorsione ad un operatore del Mof, condannato a quattro anni di carcere

Il processo a Salvatore D’Angiò, arrestato a marzo dopo una serie di reiterate minacce

Aveva tentato di estorcere denaro ad un operatore del Mercato ortofrutticolo di Fondi con pesanti minacce: ieri Salvatore D’Angiò, 49enne negoziatore finanziario, è stato condannato a quattro anni di carcere in quanto riconosciuto colpevole di tentata estorsione continuata. D’Angiò -  che ha numerosi precedenti tra i quali un arresto in Spagna ad opera della Guardia di Finanza nel 2015 perché ritenuto responsabile di un tentativo di attentato dinamitardo progettato contro un’azienda di Fondi risalente al 15 agosto 2014 – era finito in carcere il 25 marzo scorso dopo che aveva tentato attraverso una persona di sua fiducia di impossessarsi di una intera pedana di ortaggi di un operatore del Mof, considerata “come acconto per una precedente transazione commerciale per il valore di 35mila euro”.

Poi erano arrivate altre intimidazioni inclusi messaggi e video sui social network contenenti frasi quali: Se non paghi mi prendo un pezzettino piccolo di orecchio”, “Se non mi paghi ti uccido!! … vengo fino a casa tua e ti stacco la testa … ti scanno come un porco”. Infine il danneggiamento della vettura, atto dopo il quale la vittima ha deciso di denunciare tutto al Commissariato di Fondi. Ieri il processo davanti al giudice per l’udienza preliminare Mario La Rosa che si è svolto con il rito abbreviato su richiesta dell’avvocato della difesa Enzo Biasillo quindi con lo sconto di un terzo della pena. In aula a rappresentare la vittima, che si è costituita parte civile c’era l’avvocato Giulio che ha avanzato una richiesta di risarcimento danni di 500mila euro.

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A conclusione della camera di consiglio il gup La Rosa ha condannato D’Angiò a quattro anni di carcere e a un risarcimento di 10mila euro. Non si sono costituiti invece parte civile nel procedimento né il Comune di Fondi, né la Regione Lazio e neppure il Mercato Ortofrutticolo.

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