Falsi certificati per invalidità e porto d'armi, il medico in carcere non risponde al giudice

Interrogatori di garanzia per gli arrestati dell'operazione 'Certificato pazzo': il medico Quadrini in silenzio, il responsabile di Arcicaccia si difende

Nuovi  interrogatori in carcere questa mattina nell’ambito dell’inchiesta denominata "Certificato pazzo", condotta dai carabinieri del Nas di Latina che ha portato a scoprire un vasto sistema corruttivo finalizzato al rilascio di false certificazioni mediche per ottenere il certificato di invalidità dell’Inps oppure il porto d’arma. L’operazione ha portato all’arresto di undici persone di cui nove in carcere e due ai domiciliari e all’iscrizione nel registro degli indagati altre 70 persone.

Il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Cario, firmatario dell’ordinanza di custodia richiesta dai pm Carlo La Speranza e Giuseppe Miliano, ha ascoltato in carcere Antonio Francesco Maria Quadrini, il medico in servizio presso il Centro di Salute mentale di Fondi, intorno al quale ruota tutto il sistema corruttivo. Quadrini, assistito dagli avvocati Maria Cristina Sepe e Virginio Palazzo, ha scelto di non rispondere alle domande del gip e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Interrogatorio di garanzia in carcere anche per Bruno Lauretti, responsabile della federazione Arci Caccia di Terracina, considerato dagli investigatori un intermediario. Assistito dagli avvocati Sciscione e De Felice, Lauretti invece ha risposto spiegano di avere seguito le pratiche per gli associati di Federcaccia ma di non essere a conoscenza del sistema corruttivo legato al rilascio di quelle licenze.

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Gli interrogatori proseguiranno martedì quando in Tribunale saranno ascoltati Aldo Filippi e Tommaso Rotunno che si trovano agli arresti domiciliari.

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