Sabato, 20 Luglio 2024
Operazione Free Trade / Fondi

Maxi frode nel commercio carni per 40 milioni: cinque indagati, sequestri per 15 milioni

L'attività di indagine della guardia di finanza di Fondi: coinvolte quattro società. Scoperte fatture false, omesse dichiarazione, occultamento e distruzione della contabilità e omesso versamento dell’Iva

Quattro società che operano tra le province di di Latina e di Roma, sospettate di aver partecipato a una sofisticata frode fiscale nel settore del commercio di carni provenienti da Paesi dell'Unione europea. Se portata a compimento la frode avrebbe portato ad occultare al fisco oltre 40 milioni di euro di reddito imponibile e circa 9 milioni di euro di imposta sul valore aggiunto. 

I finanzieri della compagnia di Fondi hanno portato a termine l'operazione "Free trade", a partire dall’esame di alcune sospette movimentazioni di denaro sui conti correnti di un imprenditore fondano. L'attività di indagine ha poi permesso di individuare tre società tra loro collegate che, sebbene risultassero sul piano documentale operative e attive nell’importazione di carni da Paesi dell’Unione, erano in realtà prive di struttura operativa e completamente sconosciute al fisco. Le investigazioni e gli approfondimenti hanno consentito di raccogliere importanti elementi per qualificare, secondo l’ipotesi investigativa, le tre società, due delle quali riconducibili all’imprenditore fondano, come ere imprese “filtro”, ossia schermi societari creati per interporsi fittiziamente tra i fornitori comunitari e una quarta società coinvolta nella frode, utilizzata per il commercio delle carni acquistate.

Il meccanismo fraudolento, per effetto dell’Iva non pagata al fisco, avrebbe permesso alle aziende coinvolte, con sedi a Fondi, Ostia e Ariccia, di acquistare le carni a prezzi sensibilmente inferiori a quelli correnti, per poi rivenderle a prezzi più bassi rispetto la concorrenza, alterando le regole di mercato e realizzando comunque un significativo margine di guadagno. 

Cinque persone, i legali rappresentanti delle società coinvolte e un professionista, risultano indagate per i reati tributari di emissione di fatture false, omessa dichiarazione, occultamento e distruzione della contabilità e omesso versamento dell’Iva. Nei confronti di tre dei cinque soggetti (uno dei quali residente a Fondi e due nella provincia di Roma) ritenuti, secondo le indagini, i principali beneficiari del sistema di frode, il gip presso il Tribunale di Velletri, su richiesta della Procura, ha disposto il sequestro di beni e disponibilità finanziarie sino alla concorrenza di oltre 15 milioni di euro, pari al vantaggio economico indebito maturato per effetto dell’evasione dell’imposta. La misura patrimoniale è in corso di esecuzione e nei confronti dei tre principali indagati, oltre a somme di denaro contante, sono stati sequestrati beni mobili e immobili per un valore di 2 milioni di euro. Fra gli immobili colpiti dal provvvedimento di sequestro  c'è anche una villa di circa 200 metri quadrati con rifiniture di pregio e un terreno di 1.800 metri quadrati che si trova nel comune di Fiumicino. 

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