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Lottizzazione 'Rosa dei venti', assoluzione per prescrizione e nessuna confisca: ecco le motivazioni

La sentenza del Tribunale di Latina che chiude il processo duranto venti anni sui 68 villini di Fondi

“In assenza di ogni elemento che consenta di affermare la fondatezza della prospettazione accusatoria non può essere disposta la confisca dei beni in sequestro né può essere esperito alcun approfondimento istruttorio sul punto. I beni in sequestro devono pertanto essere necessariamente restituiti agli aventi diritto”. 

Questa la motivazione con la quale il Tribunale di Latina, a distanza di venti anni dall’apertura del processo sulla lottizzazione abusiva ‘Rosa dei venti’ di Fondi non soltanto ha assolto tutti gli imputati per intervenuta prescrizione del reato ma non ha disposto la confisca dei 68 villini del complesso immobiliare. Gli immobili a ridosso della via Flacca, in parte abitati, vennero sequestrati d’urgenza a maggio 2000 dal sostituto procuratore Gregorio Capasso che ipotizzava il reato di lottizzazione abusiva. A marzo 2003 il rinvio a giudizio di tutti gli imputati: Luigi Parisella, all’epoca assessore all’Urbanistica, il funzionario comunale Federico Giannoni; Paolo Zannella, tecnico della commissione edilizia; Antonello Monacelli, ex assessore ai Lavori Pubblici; Michele Trani ed Egidio Turchetti, componenti della commissione edilizia; Mario Morelli, all’epoca dirigente dell’Urbanistica; gli imprenditori Giovanni Diana e Umberto Marazzi, i direttori dei lavori Domenico Bortone e Giuseppe De Carolis; l'imprenditore Roberto Pietricola e il dirigente del Comune di Fondi Martino Di Marco accusati a vario titolo di aver realizzato le villette in assenza del piano di lottizzazione, dell’autorizzazione comunale e in contrasto con il Prg.

Nel 2009 il Tribunale di Latina ha emesso sentenza di prescrizione con ordine di confisca degli immobili, anche quelli acquistati da persone estranee al processo. La difesa - rappresentata dagli avvocati Marcello Montalto, Virginio Palazzo, Antonio Cardinale, Leone Zeppieri e Corrado De Simone - ha fatto appello e la Corte di Appello nel 2013 ha dichiarato la nullità della sentenza e della confisca rinviando gli atti al Tribunale di Latina per nuovo processo. Nel 2013 la sentenza della Corte di Appello di Roma che ha dichiarato “la nullità della sentenza e della confisca”, rinviando gli atti al Tribunale di Latina per un nuovo processo. Dopo una serie di pronunciamenti della Corte Europea la Cassazione a Sezioni Unite ha emesso una sentenza che stabilisce che non si può confiscare con sentenza di prescrizione se non è stato accertato nell’istruttoria del processo il reato di lottizzazione abusiva.

Caso chiuso dunque con la restituzione dei beni agli aventi diritto.

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