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Dopo un prestito tassi di interesse al 400%: due arresti a Formia per estorsione e usura

Vittima un uomo che attraversava un momento di difficoltà e che si era rivolto in tempi diversi ai due uomini per avere liquidità

Una richiesta di aiuto arrivata al 113 da parte dei familiari di un uomo in difficoltà economica ha fatto scattare l'indagine che ha permesso di ricostruire un giro di estorsioni e usura. Due le persone finite in manette a Formia: G.F. e B.F., entrambi residenti nella città del sud pontino e accusati appunto di estorsione e usura commessi separatamente e ognuno ignorando l'azione criminale dell'altro. Tutto era nato dalla richiesta di soccorso arrivata al 113 dai familiari della vittima, preoccupati del fatto che il proprio congiunto si fosse allontanato da casa senza più dare notizie.

Le operazioni di ricerca e soccorso attivate dalla polizia avevano portato a rintracciare l'uomo attraverso il sistema di geo-localizzazione del telefono cellulare in una zona montuosa al confine della provincia di Frosinone, tra i comuni di Campodimele e Pico. Una volta raggiunto e soccorso, l’uomo ha però negato l’esistenza dei debiti e non ha collaborato all’identificazione degli strozzini. L’attività investigativa del personale della squadra di polizia giudiziaria del commissariato di Formia, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, ha permesso di accertare, con l’ausilio di indagini tecniche che l’uomo, da due anni era vittima di usura da parte dei due arrestati che, ognuno per proprio conto, approfittando del suo stato di bisogno, gli avevano prestato in più occasioni somme di denaro, chiedendone poi la restituzione con un tasso di interesse superiore al 400%.

Durante l’attività di intercettazione sono state registrate gravi minacce nei confronti della vittima per costringerla a pagare i debiti e corrispondere i gravosi interessi usurari. Durante l’esecuzione della misura cautelare in carcere, nel corso delle perquisizioni domiciliari sono stati rinvenuti gli effetti cambiari e gli assegni dati a garanzia dei prestiti e sono state sequestrate somme in contanti di denaro nonché un'autovettura e una moto di uno degli arrestati a garanzia della restituzione degli interessi non dovuti, pagati dalla vittima.

Il sequestro preventivo anche per equivalente è finalizzato a capitalizzare le somme utili alla reintegrazione dell’ingiusto danno economico subìto dalla vittima. Entrambi i soggetti sono stati trasferiti presso la Casa Circondariale di Cassino. 

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