Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Operazione Touch& Go, primi interrogatori in carcere: gli indagati non rispondono al gip

I primi indagati comparsi davanti al giudice per l'interrogatorio di garanzia si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

Primi interrogatori in carcere a carico di sei degli arrestati nell'ambito dell'operazione Touch & Go che nei giorni scorsi ha portato all'arresto di 22 persone accusate a vario titolo di traffico di stupefacenti, possesso di armi e materiali esplodenti, minacce, violenza privata e lesioni, con l'aggravante del metodo mafioso. Sono stati ascoltati per primi i fratelli Domenico e Raffaele Scotto, entrambi originari di Secondigliano, Napoli, considerati i vertici dell'organizzazione criminale che si era stabilita nel sud pontino, tra Formia e Scauri, per gestire le piazze di spaccio. Insieme a loro sono comparsi davanti al giudice anche Stefano Forte, Giovanni Nocella, Danilo Clemente e Giancarlo De Meo. Tutti però hanno scelto la strada del silenzio e si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

I nomi degli arrestati

L'operazione, conclusa il 1° luglio, è stata condotta dai carabinieri della compagnia di Formia sotto il coordinamento della Dda di Roma, al termine di indagini durate oltre quattro anni grazie alle quali è stato possibile ricostruire le dinamiche criminali e le rotte della droga, soprattutto hashish, shaboo e cocaina, che arrivava dalla Spagna. Gli investigatori hanno parlato di un gruppo particolarmente potente e agguerrito, con legami con i clan di camorra campani, che in provincia di Latina era riuscito a scalzare gruppi criminali locali sostituendosi nella gestione del traffico di stupefacenti a suon di minacce e intimidazioni di fuoco.

Operazione Touch& Go: scattano gli arresti

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