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Cronaca Formia

Morte di Giuseppe Maiolo: il sindaco di Formia contro i giornalisti annuncia querele

La reazione della Giunta di Gianluca Taddeo agli articoli che hanno denunciato l'assenza dell'amministrazione alla quale il ragazzo era stato affidato dal Tribunale dei minori

La storia del 16enne Giuseppe Maiolo, deceduto il 6 marzo scorso quando a bordo del suo scooter si schiantò contro un camion sulla superstrada Formia-Cassino è diventato oggetto di un attacco agli organi di informazione da parte dell'amministrazione comunale di Formia.

La querela 

Due giorni fa la Giunta guidata dal sindaco Gianluca Taddeo ha infatti approvato una delibera con la quale preannuncia la nomina di un legale per procedere a querelare per diffamazione aggravata alcune testate giornalistiche cartacee e on line - Tempo reale Quotidiano, LatinaToday, Il Messaggero e Latina Oggi - e gli autori degli articoli che, sulla scorta delle dichiarazioni dell'avvocato Luca Cupolino avevano denunciato come il giovane fosse stato affidato dal Tribunale dei minori al Comune e al sindaco di Formia, quest'ultimo nominato tutore."Guseppe non doveva stare su quel maledetto incrocio mercoledì mattina  - aveva fatto sapere l'avvocato - ma a scuola, dove però non è stato iscritto dal Comune di Formia cui era stato temporaneamente affidato dal Tribunale dei Minori che un anno fa aveva sospeso la potestà genitoriale alla mamma e al papà. Giuseppe, documenti alla mano, era sotto la tutela e l’egida di numerose istituzioni pubbliche, locali e non, nessuna delle quali – per quasi un anno – si è mai realmente curata delle necessità di vita di Giuseppe; non è stato iscritto a scuola, non ha goduto di alcuna assistenza pubblica, neanche in occasione di altre circostanze in cui, a parte la madre, nessuno ha voluto adempiere ai propri doveri". Parole come pietre che non sono piaciute al primo cittadino che ha deciso di denunciare sia il legale che i giornalisti. “Gli articoli di stampa risultano, nei titoli, nell’occhiello e nel complesso del testo - si legge nella delibera - gravemente lesivi della reputazione e dell’immagine in primis del Comune di Formia, poi degli amministratori e dei Servizi sociali. Senza alcuna verifica in ordine alla corrispondenza al vero delle situazioni profilate da parte dei giornalisti, rappresentano reiteratamente il Comune di Formia, gli amministratori e i Servizi sociali comunali come i responsabili del decesso del minore, sulla scorta di falsa attribuzione di asserite ‘inadempienze’ e ‘inerzie’ con le quali si sarebbero sottratti ai compiti da assolvere nei confronti del minore”. L'atto sottolinea inoltre che gli autori degli articoli "non hanno assolto l’onere di controllare la corrispondenza al vero delle notizie pubblicate”. Accusa peraltro infondata visto che sindaco e Comune, più volte sollecitati a rilasciare dichiarazioni in merito sin dal giorno successivo all'incidente, hanno inviato un comunicato stampa soltanto il 13 marzo.

Le reazioni 

Una decisione quella di Taddeo pesantemente criticata dall'ex sindaco della città Paola Villa, oggi consigliera comunale di opposizione, la quale  precisa che "costituisce una vergogna inaudita questa delibera della giunta Taddeo-Cardillo Cupo che decide di conferire un incarico legale, pagato con i soldi di tutti i cittadini formiani, per difendersi da un fantomatico reato di diffamazione a mezzo stampa perpetrato da alcune testate giornalistiche e su alcuni profili social (Instagram e Facebook) all’indomani della tragica morte del giovanissimo Giuseppe Maiolo". Oltre a annunciare un’interrogazione per verificare quanto “messo o non messo in campo dal comune e dai suoi servizi sociali sul giovanissimo Giuseppe Maiolo”, la Villa definisce “assurdo che il Comune di Formia, o meglio la giunta, voglia spendere soldi pubblici per tale questione mentre non trovano né soldi né tempo per dare incarichi legali e difendere il Comune contro chi mantiene le concessioni degli allevamenti di mitili e pesci". 

Parole critiche anche dal consigliere comunale del Partito Democratico Luca Magliozzi. "Davo per scontato  - scrive - che la morte di un ragazzo a 16 anni per un incidente fosse uno di quegli avvenimenti che meritassero solo tanta delicatezza ed un immenso pudore. Evidentemente si è riusciti a superare anche questo limite che pensavo invalicabile. Portare una storia del genere in tribunale è agghiacciante. Se a farlo è addirittura un’amministrazione comunale, allora si rimane davvero senza parole. La delibera di Giunta con cui si dà mandato di denunciare per diffamazione alcuni giornali e il legale della famiglia rischia di essere uno degli atti amministrativi più tristi della storia della nostra città. Questa tragedia  - conclude - non doveva finire in tribunale, ma avrebbe dovuto farci aprire una riflessione su come si dovrebbe essere comunità e di come impedire che le fragilità rimangano un problema individuale".

L'inchiesta della procura

Nel frattempo il fascicolo per omicidio stradale aperto dalla Procura della Repubblica di Cassino sembra destinato ad ampliarsi visto che è stata acquisita agli atti ulteriore documentazione per chiarire lo stato giuridico del minorenne e a fare luce sulla effettiva gestione dell’affidamento da parte del primo cittadino e dei servizi sociali dell'ente. Il legale della famiglia ha depositato in Procura una relazione di una trentina di pagine con una serie di allegati relativi alla storia giudiziaria di Giuseppe il cui tutore provvisorio, su disposizione del Tribunale dei minori, era proprio Taddeo.

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