Cronaca

Forte, Pd: "Attentati in aumento. La criminalità si combatte con la buona politica"

Il consigliere regionale analizza il rapporto "Mafie nel Lazio". "Preoccupanti i numeri delle illegalità nel ciclo del cemento e in quello dei rifiuti. Troppe le intimidazioni ai danni di imprenditori, politici ed esponenti della società civile"

A preoccupare maggiormente sono i dati relativi agli attentati sul territorio pontino, la diffusione del narcotraffico e i numeri degli illeciti relativi al ciclo dei rifiuti e del cemento. In provincia una massiccia presenza di clan della ‘drangheta, della camorra e di gruppi locali organizzati. Così il consigliere del Partito democratico Enrico Forte commenta gli esiti del rapporto Mafie nel Lazio”, l’analisi conclusa nei giorni scorsi dall’Osservatorio Tecnico scientifico per la legalità, stilata in collaborazione con Libera.

Dal rapporto emerge “quadro dettagliato e poco rassicurante sulle infiltrazioni criminali nella nostra regione e in provincia di Latina, infiltrazioni che coinvolgono il tessuto sociale, politico, amministrativo ed economico e che vanno combattute ad ogni livello e non soltanto con gli slogan», spiega Forte.

«Le relazioni degli organismi antimafia e le decine di sentenze emesse a conclusione di processi per associazione a delinquere di stampo mafioso – spiega Forte – confermano come a Latina e provincia si siano radicati, da Aprilia a Castelforte, clan di diverse organizzazioni criminali che hanno acquisito nei decenni importanti fette di attività economiche e commerciali e che hanno in qualche caso riferimenti all’interno delle amministrazioni locali.

Tali realtà consolidate oltre ad inquinare pesantemente il clima, non esitano a mettere in atto gravi intimidazioni ai danni di imprenditori, politici ed esponenti della società civile. Preoccupa particolarmente il dato relativo agli incendi e agli attentati sul territorio pontino, 23 nel 2013 e 29 nel 2014, che collocano la nostra provincia ai livelli di quella romana. Altrettanto pesante il livello di diffusione del narcotraffico e i numeri delle illegalità nel ciclo del cemento (151 che rappresentano il 2,7% del totale nazionale così come le infrazioni accertate nel settore del ciclo dei rifiuti, 91 in totale pari all’1,6%).

La mappa della provincia di Latina, così come mostra il Rapporto “Mafie nel Lazio”, è contrassegnata dalla presenza dei più importanti clan della ‘drangheta, della camorra, della camorra e di gruppi criminali locali: di fronte ad una situazione di questo tipo, all’interno della quale organizzazioni di diversa origine si sono suddivisi il territorio per condurre le loro attività economiche, la politica non può che riaffermare la cultura del rispetto delle regole per difendere concretamente e non solo a parole la legalità e le aziende sane che spesso non sono in grado di competere con chi adotta modalità criminali.

In questo senso – prosegue il consigliere regionale pontino – la Regione Lazio ha stipulato con gli imprenditori il “Patto della legalità”, ha fatto partire meccanismi di controllo sulla spesa pubblica e gli appalti con il supporto dell’Autorità nazionale anticorruzione, ridotto i centri decisionali, attuato la digitalizzazione della spesa e dei processi amministrativi. Oggi sappiamo che i clan e il malaffare –conclude – vanno combattuti con la buona politica, la cultura del rispetto delle regole ed il meticoloso controllo di atti e procedure che tutelino la aziende ed i professionisti onesti».

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