Carciofi “stranieri” spacciati per prodotti di Sezze, l'allarme di Coldiretti

Contro il fenomeno degli ambulanti che frodano i consumatori vendendo ortaggi provenienti da altre regioni o paesi i produttori agricoli chiedono controlli al Comune

L'allarme era stato lanciato nei giorni scorsi da alcuni operatori agricoli locali, allarmati dalla precoce concorrenza di quei venditori ambulanti che cercano di piazzare carciofi spacciandoli per prodotti locali. Difficile però che quelli presenti in questi giorni sui tavoli di alcune bancherelle lungo le vie di Sezze o di paesi limitrofi possano essere i tanto amati carciofi romaneschi, per i quali si attende da tempo un marchio di riconoscimento.

Il prolungarsi della stagione invernale e le abbondanti piogge degli ultimi mesi hanno infatti ritardato la maturazione delle piante di carciofo, che ancora in questi giorni stentano a produrre frutto. E, allora, le prime presenze di venditori ambulanti di “fantomatici” carciofi di Sezze ha messo sull'attenti produttori locali e associazioni di categoria. E sulla questione dei carciofi provenienti da altre regioni o addirittura da altri paesi spacciati per prodotti di Sezze, interviene ufficialmente anche la Coldiretti.

In una nota inviata al sindaco di Sezze, all’assessore ai settori produttivi, al dirigente del settore e al presidente della commissione dei settori produttivi, la Coldiretti torna ad evidenziare “la necessità di regole chiare e definitive per il commercio ambulante”. Per Vittorio del Duca, presidente della sezione di Sezze, occorre “tutelare il buon nome dei nostri prodotti tipici, ma anche i consumatori dall’inganno di prodotti di dubbia provenienza spacciati sulle nostre strade per prodotti locali”

La Coldiretti chiede il rispetto delle regole per il commercio ambulante, così da impedire che la vendita si tramuti in forma stabile. E invita l'amministrazione comunale “ad attivare gli organi di vigilanza onde evitare che tali fenomeni vengano a ripetersi in modo continuo e indisturbato, sino ad estendersi nei parcheggi che saranno previsti per la Sagra del carciofo, come accaduto negli anni precedenti”.

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"E' nostra intenzione - aggiunge il direttore provinciale di Coldiretti, Saverio Viola - promuovere in tempi rapidi un confronto utile ad individuare un percorso per scongiurare ed eliminare questi fenomeni che, oltre ad arrecare danno aiproduttori e agli imprenditori agricoli, penalizzano i cittadini-consumatori facendo acquistare prodotti spacciati del territorio che invece nulla hanno a che fare con le nostre campagne”.

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