Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Da San Felice a Londra, frode fiscale milionaria per una società immobiliare

Le indagini condotte dalla guardia di finanza di Sabaudia che ha fatto luce sulla frode realizzata da una società di San Felice Circeo poi trasferitasi a Londra sequestrati beni per quasi 2 milioni, 4 le denuncne

Sequestro da quasi 2 milioni da parte della guardia di finanza che ha scoperto una frode internazionale milionaria realizzata da una società di San Felice Circeo, poi trasferitasi a Londra, operante nel settore immobiliare.

Le indagini delle fiamme gialle di Sabaudia hanno permesso di fare luce sull’attività della società e sui 5 milioni di base imponibile sottratta a tassazione ai fini delle imposte dirette e dell’Irap, nonché sul milione di Iva dovuta all’erario, mai versata.

Denunciate 4 persone tra amministratori e soci dell'impresa immobiliare, tre italiani residenti a Roma e una donna di nazionalità americana, con le accuse di truffa ai danni dello Stato, omessa presentazione delle dichiarazioni (ai fini Iva ed imposte dirette) e di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.  Eseguito anche il sequestro preventivo per equivalente di beni mobili ed immobili per un valore di circa 1,9 milioni di euro: sotto chiave 17 immobili tra abitazioni, magazzini e terreni, situati nei comuni di Aprilia, Nettuno, Roma, Anzio, Cori, Terlizzi e Acuto; 8 conti correnti e depositi, nonché una polizza vita del valore di 737.000 euro.

L’attività investigativa dei militari, in particolare, si è concentrata sulla compravendita di un immobile (capannone con vari locali all’interno) a Cisterna, di proprietà della società immobiliare del valore reale di cinque milioni di euro, oltre Iva che, dopo una fittizia operazione di cessione di quote societarie, é stato venduto a una nota società di leasing italiana.

“Infatti - spiega la guardia di finanza -, la società immobiliare pontina non ha eseguito la vendita diretta ma ha interposto una società di diritto inglese con sede a Londra, la quale ha acquisito le quote sociali della immobiliare al valore di due milioni di euro, procedendo di fatto all’acquisto dell’immobile.

Singolare - proseguono - la circostanza che la società immobiliare, prima della cessione delle quote, si é “spogliata” di tutti gli altri beni posseduti ed invero, con la cessione delle quote si é in realtà proceduto alla vendita dell’immobile sito a Cisterna. La società inglese, lo stesso giorno in cui ha acquistato le quote ha rivenduto l’immobile in questione, presso il medesimo notaio, alla predetta società di leasing, al prezzo di cinque milioni di euro più iva (totale sei milioni di euro), ovvero ben quattro milioni di euro in più rispetto al prezzo di acquisto delle quote”.

Al termine di queste operazioni anche la società immobiliare pontina ha trasferito la propria sede a Londra, omettendo di presentare tutte le prescritte dichiarazioni ai fini Iva e delle imposte dirette, nonché di eseguire i relativi versamenti delle imposte.

“Gli accertamenti esperiti - concludono le fiamme gialle - hanno consentito di appurare che la società inglese era priva di qualsiasi risorsa finanziaria ed ha operato esclusivamente per lo stretto tempo necessario ad eseguire l’intera frode”.

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