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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Frodi fiscali e contributive, 73 indagati e un maxi sequestro: l'indagine tocca anche Latina

Eseguito dalla Guardia di Finanza di Chieti un provvedimento di sequestro emesso dalla Procura della Repubblica del capoluogo pontino

Settantatré persone indagate a vario titolo per i reati di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e contributiva36 le società coinvolte, 190 milioni di euro di false fatture emesse, 66 milioni di euro i ricavi sottratti al fisco, 16 milioni di euro di Iva dovuta, 4 milioni di euro di contributi previdenziali non versati, 1 milione e 600.000 euro il valore dei beni sequestrati, (14 unità immobiliari, partecipazioni societarie per un valore nominale complessivo di euro 712.000,00 e 107 conti correnti bancari e postali).

Si tratta, in sintesi, delle cifre di una vasta operazione, denominata Spectral Kingdom, condotta dai finanzieri della compagnia di Chieti, sotto il coordinamento prima della Procura di Chieti e poi di quelle di Napoli e Latina.

L’operazione ha consentito di sgominare un vasto sodalizio criminale, composto da professionisti, imprenditori e prestanome, che operava nel settore del commercio di prodotti elettronici,, detersivi e cosmetici, merce che veniva importata in totale evasione d’imposta da altri Paesi comunitari e conseguentemente immessa sul mercato a prezzi fortemente concorrenziali

Questa mattina decine di militari della compagnia della Guardia di Finanza di Chieti, coadiuvati dai colleghi dei reparti territoriali di Roma, Napoli, Bologna, Latina e Macerata, hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro emesso dalla Procura della Repubblica del capoluogo pontino.

L’associazione a delinquere, composta da professionisti ed imprenditori, attraverso la gestione di 36 società, aveva costruito un articolato duplice sistema fraudolento finalizzato alla realizzazione di una ‘frode carosello’. Il sistema consentiva di conseguire indebiti vantaggi fiscali in materia di imposizione indiretta (Iva), mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture relative ad operazioni inesistenti per circa 190 milioni di euro, ed anche contributiva, attraverso l’illecita somministrazione di manodopera e omessi versamenti delle ritenute previdenziali.

I vertici dell’organizzazione criminale avevano costituito e gestivano un circuito commerciale al cui interno si realizzavano solo formalmente le cessioni di merci sfruttando l’interposizione di società cartiere e di società filtro gestite da prestanome spesso pluripregiudicati o nullatenenti, domiciliate presso società di servizi ubicate nelle città di Roma, Napoli e Chieti.

Alcune delle società coinvolte hanno utilizzato gli indebiti vantaggi fiscali per realizzare anche una sistematica frode contributiva mediante la fittizia somministrazione di personale dipendente ad imprese compiacenti andando poi a compensare i contributi dovuti con i falsi crediti d’imposta vantati. I contratti di servizio illecitamente prodotti (per circa 800 unità di personale), erano sottoscritti aggirando la normativa che regola le agenzie interinali di lavoro, le uniche autorizzate a poter somministrare personale senza fornire la propria organizzazione di uomini e mezzi. Accertata un’evasione contributiva per 4.085.688 euro.

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