Furti di mezzi agricoli da rivendere all’estero: anche Latina nel mirino della banda di ladri

Sette gli arresti dei carabinieri di Rieti nell’ambito dell’operazione denominata ”Bobcat”; due le persone ricercate. I colpi in diversi centri del Paese

(foto d'archivio)

E’ finita anche Latina nel mirino della banda dedita al furto di mezzi d'opera di grosse dimensioni che poi venivano rivenduti all’estero e sgominata dai carabinieri di Rieti. Nella notte i militari hanno dato esecuzione, nei comuni di Roma, Colonna, San Cesareo, Mentana, Pomezia e Cervia, ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Rieti, nei confronti di 9 persone (7 sono state arrestate, 2 sono attualmente irreperibili) ritenute responsabili dei reati di furto aggravato e riciclaggio. 

La complessa attività di indagine, diretta dal sostituto Procuratore della Repubblica di Rieti, Rocco Gustavo Maruotti, convenzionalmente denominata “Bobcat", è stata avviata dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Rieti e da quelli del Nor Sezione Operativa della Compagnia di Rieti nel gennaio del 2017, a seguito del furto di un camion con rimorchio, di un bobcat e di tre escavatori di grosse dimensioni avvenuto in una ditta  di Rieti, per un valore complessivo di circa 150 mila euro. 

I militari dell'arma, al termine di più di un anno di indagini, condotte attraverso l'utilizzo di strumenti di natura tecnica, ma soprattutto attraverso i cosiddetti "metodi tradizionali" quali l'esecuzione di numerosi servizi di osservazione effettuati nella zona est di Roma e nelle province di Macerata, Ancona e Perugia, sono riusciti a sgominare la banda composta da nove soggetti, di cui sette italiani e due rumeni, riuscendo anche a delinearne il modus operandi seguito dal gruppo caratterizzato da estrema organizzazione e professionalità. 

I malviventi, dopo aver individuato i possibili obiettivi, posti anche a centinaia di chilometri dalle loro abituali residenze e rappresentati da escavatori, mini pale, bobcat e trattori agricoli di grosse dimensioni presenti in ditte edili e agricole poste nelle provincie di Rieti, Roma, Latina, Macerata, Ancona, l'Aquila e Ravenna, organizzavano una serie di sopralluoghi al fine di verificare la presenza in loco di eventuali pericoli quali telecamere di video sorveglianza, vigilanza privata o abituali posti di controllo delle forze dell'ordine.

Una volta stabilito che "il colpo era sicuro", una squadra composta da sei o sette malviventi raggiungeva l'obiettivo generalmente a bordo di due auto ed un camion puliti perché intestati a prestanome. Giunti sul posto, due dei malviventi prima di entrare nel cantiere edile o nell'azienda agricola rendevano inefficaci i sistemi di localizzazione Gps presenti sui vari mezzi, poi manomettevano la centralina degli stessi per metterli in moto, mentre gli altri componenti della banda effettuavano una vigilanza sulla zona. Il mezzo poi veniva fatto caricato sul camion: tutta l'operazione non durava mai più di 45/50 minuti. Durante il viaggio di ritorno, i malviventi erano soliti organizzare una vera e propria staffetta per segnalare la presenza di pattuglie delle forze dell'ordine lungo il tragitto. Un ottavo complice si occupava poi di contraffare tutti i segni distintivi presenti sullo mezzo rubato, alterandone le etichette presenti o applicandone di nuove, esatta riproduzione di quelle originarie ed elaborando nuovi documenti cartacei completamente falsi attestanti la proprietà della macchina. A questo punto, il mezzo rubato risultava ad un controllo in Banca Dati del tutto pulito e quindi poteva tranquillamente essere portato all'estero per essere poi rivenduto: di questo si occupava un nono complice che ne organizzava il trasporto attraverso camion che partivano appositamente dalla Romania per venire a prendere la refurtiva. 

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Grazie alle indagini effettuate, e' stato accertato che la banda, dal mese di gennaio a quello di ottobre 2017, ha rubato ben 21 mezzi d'opera, per un valore complessivo vicino al milione di euro, gran parte del quale non assicurato: di questi, sette mezzi, per un valore complessivo pari a 420 mila euro, sono stati pero' recuperati e restituiti ai legittimi proprietari al termine di specifici servizi organizzati dai militari dell'arma che hanno portato al fermo di PG di due autisti di camion a bordo dei quali si trovavano i mezzi asportati, all'arresto in flagranza di altri 4 componenti della banda e all'esecuzione nei loro confronti di ulteriori tre ordinanze di custodia cautelare in carcere. Al termine delle formalità di rito quattro degli arrestati sono stati condotti presso la Casa circondariale Regina Coeli di Roma, uno presso la Casa circondariale di Velletri e infine altri due sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni. Viceversa sono ancora in corso accertamenti per rintracciare altri due componenti la banda i quali al momento non sono presenti sul territorio nazionale.

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